TRENTINO: LA TRISTE STORIA DELL’ORSA DANIZA. UNA TRAGEDIA ANNUNCIATA

Di Helene Pacitto – Come tutti temevano la caccia all’orsa Daniza è finita nel peggiore dei modi. L’esemplare di 18 anni non è sopravvissuta alla narcosi che è stata effettuata nella notte per catturarla, almeno questo è quello che vuole far credere la Provincia di Trento che ha diffuso la notizia proprio oggi.

Alla fine nessuno era lì per documentare l’accaduto ma il pensiero che Daniza sia stata silenziosamente soppressa è sempre più insistente e ora i cuccioli sono orfani di una mamma uccisa per proteggere la sua famiglia; una mamma che, in qualche modo, è diventata il simbolo di chi difende i propri figli ad ogni costo, anche a quello di sacrificarsi in prima persona. Un simbolo anche per le madri umane, alcune delle quali, forse, dovrebbero prendere esempio da questa prova di coraggio e protezione.

danizaLa vicenda risale a ferragosto quando l’orsa, per difendere i propri cuccioli, aveva ferito non gravemente un uomo di 39 anni che cercava funghi nei boschi di Pinzolo, in Trentino. Ma la Provincia, dopo che aveva messo le mani avanti (“verrà catturata ma non abbattuta”) con l’ordinanza firmata il 16 agosto dal vicepresidente Alessandro Olivi, se l’è cavata una seconda volta con una sterile comunicazione in cui afferma che “la scorsa notte si sono create le condizioni per intervenire, in sicurezza, con la telenarcosi. L’intervento della squadra di cattura ha consentito di addormentare l’orsa, che tuttavia non è sopravvissuta”.

Un tentativo mascherato di voler scaricare la colpa su chi ha sbagliato la dose di narcotizzante.

Ma purtroppo non sono bastate le numerose proteste, la LAV che aveva diffidato “la provincia di Trento dall’emettere ordinanze illegali e non necessarie di uccisione”, varie campagne su twitter (#iostocondaniza) e varie petizioni, o la presa di posizione della parlamentare Michela Vittoria Brambilla secondo la quale “la cattura dell’orsa Daniza” era “un’assurdità e l’abbattimento un crimine”, a proteggere l’orsa del Trentino e i suoi piccoli cuccioli.

Eppure sarebbero bastate pochissime nozioni di etologia, familiari a chiunque, per capire che qualsiasi mamma reagisce in difesa dei propri figli! Ha ragione l’ENPA quando parla nel comunicato diffuso oggi di “animalicidio” e “preannuncia una vera e propria mobilitazione legale da parte dell’associazione”.

L’autopsia di Daniza sarà effettuata oggi, ma ci uniamo comunque alle richieste di spiegazioni dell’ENPA che pretende di sapere prima di tutto se “l’intervento di telenarcosi sia stato posto in essere da personale medico-veterinario e se siano stati rispettati tutti i protocolli veterinari”.

Alla fine lo diceva anche Gandhi che “La grandezza di una nazione e il suo progresso morale si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali”. Ma al di là di tutto il caso dell’orsa Daniza merita comunque giustizia.

Fonte: Italia-24News

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