“SPES CONTRA SPEM – LIBERI DENTRO” SELEZIONATO A LA BIENNALE DI VENEZIA

Con grande emozione e soddisfazione annuncio che il mio ultimo docufilm “SPES CONTRA SPEM – LIBERI DENTRO” è stato selezionato da La Biennale di Venezia. 

Il docufilm è stato inserito nella programmazione speciale della 73^ Mostra del Cinema di Venezia; nei prossimi giorni sarà annunciata la data dell’evento.

Ho rilasciato questa intervista al quotidiano “Italian Cinema Today” : 

locandina spes contra spemPerché hai voluto raccontare questa storia e dare voce ai condannati?

È l’impegno civile che cerca un linguaggio diverso per arrivare a più persone. Il carcere deve essere un luogo di recupero. Il condannato deve essere riabilitato e se decide di intraprendere il cammino del mutamento va aiutato con tutti i mezzi disponibili. Bisogna cogliere la loro speranza ed essere la loro speranza.

Raccontami la vostra ricerca? Per esempio, come avete trovato le persone nel film?

Le persone che hanno partecipato a questo docufilm sono uomini condannati all’ergastolo ostativo, vale a dire al “fine pena mai”. 

Non sono quindi attori, ma protagonisti della loro vita reale. Uomini che esternano il loro vissuto, il loro dolore, le loro ferite. Uomini che non cercano in alcun modo il perdono, ma che hanno acquisito la consapevolezza del male provocato in primis al prossimo e a seguire a loro stessi. 

Questi detenuti hanno preso parte al film tramite l’associazione “Nessuno Tocchi Caino”. 

Altre presenze importanti e di rilievo altissimo sono quelle del direttore del carcere di Opera, Giacinto Siciliano; il capo del D.A.P Santi Consolo, e la polizia penitenziaria che quotidianamente lavora in prima persona con il condannato. 

Dove hai girato?

E’ stato girato all’interno della casa circondariale di Opera a Milano. 

docufilm spes contra spem Nel vostro cammino di fare questo film, che cosa ha mosso di più in voi? (spirito l’animo riflessione..) Siete stati coinvolti emotivamente?

Questo progetto inizia durante il congresso “Spes contra Spem” di Nessuno Tocchi Caino nel carcere di Opera. Le riprese sono durate 3 giorni ed abbiamo girato insieme a Sergio D’Elia ed Elisabetta Zamparutti. Ho fatto allestire una cella “di appena 4 passi” con tre telecamere e tre luci creando un atmosfera di spiritualità, dove i detenuti sono riusciti ad esternare le due anime, quella bianca e quella nera ed in questo è stato magnifico proprio Sergio D’Elia che ha saputo condurli in questo cammino di liberazione.

Qual è il messaggio che speri di inviare con questo film?

Essere speranza, incarnarla là dove nessuno si aspetta di vederla. Dare voce alle battaglie di civiltà con uno sguardo diverso, non voglio convincere nessuno, non a proclami o verità. Solo un pensiero quello coltivato per anni dai compagni di Nessuno Tocchi Caino e una memoria fissata nelle nostre vite che ci porta a continuale il cammino tracciato da Marco Pannella. 

spes contra spem Pensi che questo messaggio sarà compreso dal pubblico internazionale di Venezia?

Ne sono convinto, perché portiamo un messaggio di speranza e di legalità. Abbiamo usato una chiave narrativa contro ogni mafia e i testimonial sono proprio gli ergastolani

Spero che, come diceva Falcone, sia un “grande lenzuolo bianco”. Perfetto per imprimere le immagini del nostro docufilm.

Il messaggio dei detenuti verso i giovani, soprattutto per quei ragazzi di periferia o di quartiere, può essere veramente utile attraverso il dramma dei loro racconti. Per questo motivo spero che questo docufilm possa raggiungere questi ragazzi. La cultura è uno dei mezzi più potenti per sconfiggere il male. 

Marco Pannella, che è stato un punto di riferimento importantissimo nella mia vita, diceva sempre una frase “Essere speranza, piuttosto che avere speranza”; queste parole vorrei che diventassero un punto di partenza per creare dei cambiamenti importanti. 

Ci sono piani per la distribuzione o lo streaming internazionale?

In assoluto vorrei ringraziare IndexWay (IndexProduction) e Nessuno Tocchi Caino che sono i produttori che hanno permesso di realizzare “Spes Contra Spem, liberi dentro”. 

Chiaramente spero che con il Festival di Venezia si aprano varie possibilità, vorrei portare “fuori dalle sbarre” questo progetto. 

 

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