ROMACAPITALENEWS: RIFF, QUESTA SERA ALLE 19,10 “ENZO TORTORA, UNA FERITA ITALIANA” DI AMBROGIO CRESPI AL CINEMA AQUILA

 

Questa sera va in scena nella Capitale “Enzo Tortora, una ferita italiana”. Il docufilm di Ambrogio Crespi, finalista del Rome Independet Film Festival, sarà proiettato alle 19.10 nella Sala 1 del Nuovo Cinema Aquila, nel cuore del Pigneto. L’opera “rivitalizza la memoria di una tragica vicenda di ordinaria ingiustizia, dopo circa 30 anni, portata avanti con la connivenza dei media, che ha segnato la storia di un uomo e di un Paese”, ha detto il direttore artistico della kermesse cinematografica, Fabrizio Ferrari, spiegando i motivi che lo hanno spinto a scegliere il lavoro di Crespi. Anche questo’anno, infatti, il Riff, il primo festival del cinema indipendente di Roma, mira a dare spazio a lavori impegnati sul piano sociale e politico e, in questo senso, “Enzo Tortora, una ferita italiana” ne è il perfetto emblema. Rifiutato da Muller, il docufilm di Ambrogio Crespi è stato presentato presso la Camera dei deputati e da lì all’Ara Pacis, alla Exeter University in Gran Bretagna, in Sicilia, a Napoli, alla Bocconi di Milano e al Parlamento europeo di Bruxelles. In ogni occasione, il documentario sulla malagiustizia ha riscosso un successo strepitoso suscitando forte commozione ma anche rabbia per un sistema che non funziona da 30 anni e che nessuno, a quanto pare, vuole cambiare. “I giovani sono interessati al caso Tortora perché gli errori giudiziari sono all’ordine del giorno e vengono fuori sempre più spesso, come su errorigiudiziari.com” ha riconosciuto il regista Ambrogio Crespi secondo quanto riportato oggi sulle pagine del quotidiano Il Tempo. “Ci sono persone che hanno fatto la galera inutilmente: un tizio è stato arrestato solo perché non riuscivano a capire il suo dialetto. C’è da avere paura, occorre stare a fianco della buona giustizia e lottare contro la mala giustizia. Le nostre carceri non sono idonee e, di recente, la Gran Bretagna ha detto stop all’estradizione e si è rifiutata di mandare in Italia un detenuto perché nelle nostre prigioni ci sono trattamenti inumani. Tortora ha lottato contro il carcere preventivo e dopo 30 anni ancora non ne usciamo fuori. Spero che il mio film solleciti il miglioramento della giustizia” ha aggiunto il regista. L’appuntamento dunque è per questa sera alle 19.10 e le emozioni sono assicurate!

Fonte RomaCapitaleNews

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