RESTA QUELLO CHE CONTA E TORNA QUELLO CHE VALE

Riprendere la propria vita dopo 200 giorni rinchiuso in 4 mura è come ricucire una ferita sulle carni, medicarsi, sapendo che le cicatrici non passeranno mai.

In 200 giorni il mondo è cambiato intorno a me, è un altro mondo, mi sono perso le elezioni americane, le dimissioni del Papa, la rielezione del Pontefice, la caduta di Monti, il primo dente di mio figlio. Mi sono perso il primo Natale con mio figlio.

Mi sono perso il ritmo quotidiano della mia esistenza, interrotta, strappata, ma alla fine resta quello che conta e torna quello che vale.

Certo, un sorriso di mio figlio mi ripaga di tutto, l’amore di mia moglie, di tutta la mia famiglia, la vicinanza di tutti gli amici, quelli conosciuti e quelli sconosciuti, vicini, legati tutti da una sete di giustizia e di verità, amici che non riuscirò mai a compensare fino in fondo. La gratitudine verso i tanti i molti, mi allarga il cuore, mi rende più leggero.

Ma devo tornare a lavorare. Devo tornare alla mia vita.

Pensavo fosse più facile, che fosse più naturale, invece ancora adesso vivo delle giornate in cui spesso, sempre meno spesso grazie a Dio, un senso di vuoto, mi assale, mi consegna agli altri con continui sbalzi d’umore. Mi dicono che è normale e che devo comminare. E io cammino, lunghissime camminate, vengo a lavoro a piedi, torno a casa a piedi e camminare mi aiuta a entrare in sintonia con il mondo; il vento sa di libertà e camminare libera la testa da ogni pensiero e brutto ricordo.

I brutti ricordi non si dimenticano, ma con il tempo non avranno più la forza di condizionare la mia vita.

Perché nonostante tutto resto una persona positiva, ottimista e alla fine, quello che mi hanno tolto, me lo hanno tolto solo per un periodo, un momento nella vita di un uomo.

La vera rivincita, e si sappia, è che questa esperienza dura non mi ha incattivito, non mi ha imbruttito, non mi ha impaurito, oggi sono un uomo migliore. Perché solo quando perdi quello che quotidianamente sei abituato ad avere, ti rendi conto di quanto vale quello che la vita ha saputo donarti.

Di certo, amici miei, nulla sarà come prima.

Tiziano Ferro ci racconta che quello che non ti uccide ti fortifica. Oggi dentro di me cresce una fortezza, e nulla sarà come prima.

La mia passione civile esce da questa mia vicenda personale rafforzata, e con la voglia di determinare cambiamenti veri perché l’idea che quello che ho vissuto io oggi, sia vissuto da decine di persone e che quello che ho vissuto io possa essere vissuto da altre persone in avvenire, non è da sopportabile.

Si fa fatica a ricominciare, tanta fatica, ma oggi quello che ho, che ottengo, non so come dirvi, vale di più.

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