REPUBBLICA.IT: “MALATERRA”, GIGI D’ALESSIO IN VIAGGIO NELLA TERRA DEI FUOCHI: “UN TEMA CHE VA TENUTO VIVO”

In anteprima alla 61esima edizione del Taormina Film Fest il docufilm di Ambrogio Crespi e Sergio Rubino, un viaggio del cantante nelle terre della Campania avvelenate dalla camorra. “Perché non bisogna mai abbassare la guardia, e perché bisogna aiutare la gente che non si rassegna”

Poco meno di 1100 chilometri quadrati, due milioni e mezzo di abitanti per 57 comuni, 33 nella provincia di Napoli e 24 nella provincia di Caserta. È la Terra dei fuochi, dove la camorra ha sversato e sversa rifiuti industriali, tossici, nucleari, dà fuoco ai rifiuti. Dove i tumori colpiscono senza guardare in faccia a nessuno. Aversa e Succivo, Caivano e Acerra e Giugliano sono nomi che fanno paura. Chi può se ne va, chi non può resta e respira, mangia veleni, s’ammala, le madri piangono i figli morti e i figli restano orfani. C’è pure chi non si arrende e non si rassegna. La Terra dei fuochi, e chi combatte, sono al centro del docufilm presentato alla 61esima edizione del Taormina Film Fest, si intitola Malaterra e l’hanno realizzato Ambrogio Crespi e Sergio Rubino, un’idea accarezzata da tempo che è diventata realtà anche grazie al contributo di Gigi D’Alessio che ha preso a cuore il progetto e se se n’è fatto protagonista.

“È un’idea nata insieme a Rubino e Crespi durante il concerto di Capodanno a Napoli, quando parlai della Terra dei fuochi. Un tema del quale non si parla più, o non se ne parla abbastanza e che invece va tenuto vivo, alto – dice D’Alessio – abbiamo deciso di fare un viaggio filmato in quella parte di Campania per mostrare a tutti che non esiste solo la camorra, il crimine organizzato, ma che c’è anche una larghissima parte di popoplazione che vuole combattere quell’orrore, nonostante il dolore di tanta gente, della madri che hanno visto i loro bambini passare dall’allattamento alla chemioterapia”. “Noi, in Campania – continua D’Alessio – non abbiamo le industrie, possiamo puntare solo sull’agroalimentare che è una nostra grande risorsa, un mercato che in quell’area è stato massacrato, polverizzato, e che va recuperato con ogni forza”.

È nato così un film che è anche una canzone, “Malaterra”, colonna sonora del film registrata da D’Alessio presso gli Abbey Road Studios di Londra con la London Symphony Orchestra, e che è anche un progetto benefico: “Mi esibirò a settembre davanti alla Reggia di Caserta, grazie alla sponsorizzazione di due etichette d’acqua, perché solo l’acqua può spegnere i fuochi. E tutto il ricavato andrà in beneficenza per quelle aree e per alcune strutture sanitarie”.

“Malaterra” non è certo un prodotto destinato alla distribuzione delle sale “ma il nostro obiettivo è un altro – spiega uno dei due autori, Sergio Rubino – vorremmo farlo circolare nei festival ma soprattutto ci piacerebbe che venisse mostrato nelle scuole, affinché i ragazzi, i giovani possano conoscere di che cosa si parla quando si parla di Terra dei fuochi, di camorra, di difesa del territorio. Non bisogna abbassare la guardia, è necessario vigilare affinché la parte ‘malata’ del nostro paese, perché la Terra dei fuochi non è solo la Campania ma ci sono Terre dei fuochi in tutta Italia, venga totalmente isolata, e occorre proteggere la parte sana agli occhi del mondo, perché qel danno ricade sull’economia di tutto il paese”.

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