MODIFICA DELLA PENA DAL TRIBUNALE DI SORVEGLIANZA DI MILANO PER DUE PROTAGONISTI DEL DOCUFILM “SPES CONTRA SPEM – LIBERI DENTRO”

Il Tribunale di Sorveglianza di Milano per due protagonisti del docufilm “Spes Contra Spem, liberi dentro” di Ambrogio Crespi, i detenuti Vito Baglio e Gaetano Puzzangaro, difesi dall’Avvocato Maria Brucale, ha modificato la pena da “ergastolo ostativo” a “ergastolo normale”, grazie anche al progetto di recupero ed il film.

Ad annunciarlo, Sergio D’Elia ed Elisabetta Zamparutti di Nessuno Tocchi Caino al termine di una proiezione del film stesso in una scuola.

Questo docufilm ha prodotto degli effetti straordinari in primis ai detenuti protagonisti della pellicola, portandoli a scavare dentro di loro, con la consapevolezza del danno arrecato. Sensi di colpa per quello che hanno commesso.

Vito Baglio, nel suo racconto, diceva “La speranza è cercare di guardare lontano e di rimettere insieme i cocci che si sono rotti nell’arco di questi anni. Però la speranza è difficile vederla. Tutti i giorni si vive con il rimorso… Hai da fare con la tua coscienza che è il tribunale peggiore che ci sia…”.

In questi due anni hanno maturato un altro senso, hanno dato la colpa ad un senso. Non più il senso di colpa ma il senso alla colpa. Hanno incarnato la speranza, morta per loro, due anni fa.

“In questo cammino c’è stata una sorta di autopunizione. Tu devi stare qui perché devi stare qui. Quindi non riesco ancora a concepire la speranza in questo senso, al di fuori di qui. C’è questa punizione vera, quella che io ho inflitto a me stesso, una punizione aggiuntiva a quella delle carte. A 47 anni, dopo 23 anni e mezzo che sono in carcere, ogni uno sano dovrebbe coltivare la speranza ed io non ci sto riuscendo, se mi capita di uscire dal carcere per una visita non vedo l’ora di tornare dentro, non riesco a vedere nulla al di fuori di qua.” Queste le parole di Puzzangaro nel docufilm di Ambrogio Crespi

Il tribunale di sorveglianza di Milano, dopo aver visto il film e conosciuto le loro storie in questi due anni, ha revocato il 4Bis togliendo quindi l’ostatività al loro ergastolo.

Ora per questi due detenuti, ampiamente recuperati grazie al lavoro svolto dall’amministrazione penitenziaria del carcere di Opera e al progetto “spes contra spem” di Nessuno Tocchi Caino, ma soprattutto grazie alla possibilità data dai magistrati, comincia un nuovo percorso, di costruzione e riabilitazione.

Oggi avranno la possibilità di riscattarsi trasferendo gli sbagli della loro vita alle nuove generazioni, raccontandosi nelle scuole ed in ogni luogo dove gli sarà permesso accedere per portare la loro testimonianza.

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