LOMBARDIA24NEWS: CASTELLANZA, IL RICONOSCIMENTO DEGLI AVVOCATI AL FILM DI AMBROGIO CRESPI

Si terrà oggi a Castellanza, in provincia di Varese, la proiezione del docufilm “Enzo Tortora, una ferita italiana” del regista Ambrogio Crespi. L’appuntamento è previsto alle ore 20.30 nell’Aula Magna dell’Università LIUC di Piazza Soldini. Presenti alla proiezione, che racconta la storia di malagiustizia che ha investito la figura umana e politica del volto di “Portobello”, il regista Ambrogio Crespi, l’avvocato Raffaele Della Valle, difensore di Enzo Tortora, presente all’interno del documentario con un’intervista esclusiva, e l’avvocato Walter Picco Bellazzi, presidente Consiglio Ordine degli avvocati del Tribunale di Busto Arsizio. “Ci sono soddisfazioni che hanno la forza, in pochi minuti, di ripagarti dell’amarezza accumulata in mesi di ingiustizie e di difficoltà. In occasione della proiezione del mio film “Enzo Tortora, una ferita italiana” non soltanto avrò la fortuna di incontrare nuovamente l’avvocato Raffaele Della Valle, difensore di Tortora e giurista dallo spessore inestimabile, ma avrò anche la soddisfazione di sapere che la partecipazione all’evento (organizzato dall’associazione culturale Prisma) darà diritto a tre crediti formativi, riconosciuti dal consiglio dell’Ordine degli Avvocati del Tribunale di Busto Arsizio”. Queste le parole del regista in un editoriale comparso sulle pagine online di Italia-24news. Ambrogio Crespi spiega ancora: “Sapere che, grazie al mio film, molti avvocati della zona riusciranno a ottenere un riconoscimento essenziale per continuare a praticare la professione, mi riempie di gioia. Esattamente come mi riempie di gioia poter essere nuovamente al fianco – come è già avvenuto durante le riprese del film e la sua proiezione a Monza – di un uomo, prima che un avvocato, del calibro di Raffaele Della Valle. Uno che ha speso tutta la sua vita e tutte le sue energie per combattere la stessa battaglia, quella contro la malagiustizia al fianco della buona giustizia. La stessa battaglia che rappresenta la spina dorsale di un film nato dal dolore ma cresciuto grazie alla volontà di credere in un mondo più giusto”.

Fonte Lombardia24News

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