LETTERA APERTA A MARCO PANNELLA

Caro Marco, non sai quanto mi abbia fatto piacere, ieri notte, ascoltare la tua voce su Radio Radicale. Prima di tutto perché sono felice per l’esito positivo dell’intervento al fegato. Poi, devo ammetterlo, perché sentirti parlare – dopo un po’ di tempo che non mi capitava – riesce sempre a riempirmi il cuore di sensazioni positive.

Ieri, commentando le centinaia di messaggi che ti sono stati indirizzati nelle ultime ore su Twitter, hai parlato di “un’onda di intelligenza e di amore”. Per poi aggiungere: “L’amore, se è amore, è intelligenza. E l’intelligenza è intelligenza se c’è anche amore”. Mi è bastata questa piccola, grande frase, per farmi tornare alla mente tutte le battaglie politiche che sei riuscito a combattere – e a vincere – proprio con l’intelligenza e l’amore.

Tu, Marco, insieme a Rita Bernardini e ai Radicali, sei stato al mio fianco in un momento difficilissimo. Come sei sempre stato al fianco dei più deboli. Adesso, in questo momento di difficoltà, è sicuramente il momento di stare al tuo fianco per aiutarti a superare anche questa battaglia. E alla fine arriverà la vittoria: ne sono certo.

Voglio mettere da parte, per un attimo, il pregiudizio positivo che ti trasforma – ai miei occhi – in una sorta di invincibile super-eroe moderno, che combatte l’ingiustizia per difendere chi ne ha più bisogno, per le strade come nelle carceri. Anche senza immaginarti in questo modo, mi rendo conto che non riesco neppure a concepire un’Italia senza Marco Pannella. Perfino in un periodo in cui i giornali e i media fanno a gara nell’ignorare te e i Radicali, la tua personalità si erge almeno una spanna sopra le altre. C’è chi si finge malato per tentare di evitare la giustizia e chi, come te, non smette uno sciopero della fame e della sete neppure quando sta per affrontare un delicato intervento chirurgico.

Tu, caro Marco, ci ricordi costantemente che si può concepire la politica anche senza inseguire il potere o il denaro. Mettendo la propria vita e il proprio corpo al servizio delle proprie idee. Con intelligenza e amore, appunto.

Non voglio dilungarmi troppo, perché le cose per cui ringraziarti sarebbero davvero troppe. Mi limito, dunque, ad augurarti una veloce guarigione. Ho voglia di sentire ancora, spero prestissimo, le tue parole, la tua passione, il tuo coraggio. Abbiamo bisogno di te, ora più che mai.

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