LA TELEFONATA DI PAPA FRANCESCO A MARCO PANNELLA

Marco Pannella

La telefonata di Papa Francesco a Marco Pannella ha dato un segnale forte a questo paese, uno schiaffo morale alla politica italiana, ma soprattutto a certi giornalisti che nel post-conferenza stampa del leader radicale hanno pensato bene di scrivere solo del fatto che fumasse il sigaro in ospedale, senza capire la motivazione per cui lo fa, cioè l’aumento di salivazione visto che è in sciopero della sete.

Ora voglio proprio vedere dopo questa telefonata di Papa Francesco cosa avranno da scrivere e cosa faranno i politici.

Bergoglio non è solo un grande Papa ma anche un grande uomo; un uomo sensibile, soprattutto nei confronti della gente che soffre, come nel mondo carcerario italiano; un uomo consapevole delle continue condanne all’Italia da parte di Strasburgo per i maltrattamenti e per le condizioni degradanti e disumane delle nostre carceri.

Papa FrancescoSperavo che la telefonata del Pontefice facesse si che lo sciopero della sete di Marco cessasse, ma invece non è stato così. Sono appena stato da lui con mia moglie e mio figlio, al Policlinico Gemelli. Ho provato anche io, insieme a vari compagni radicali, a convincerlo a bere almeno un bicchiere di acqua, ma non c’è stato verso.

Marco è lucido e ben determinato a portare avanti la battaglia attraverso il suo corpo e mettendo in gioco la sua vita. Solo il ripristino della legalità nel nostro paese potrà riuscire a farlo desistere.

Adesso, ora, in questo momento e non in un futuro lontano, la politica deve intervenire e porre fine in maniera drastica e decisiva ai problemi veri e seri che Marco ancora oggi, senza paura e con grande dignità, combatte con tutto se stesso.

Vedere gli occhi stremati dei compagni radicali al fianco di Marco provoca un dolore disarmante.

Marco non si lascia convincere, non cede. 

Spero che qualcosa si muova, perché voglio continuare al suo fianco, a quello di Rita Bernardini e al fianco di tutti i radicali la battaglia per i diritti umani e la battaglia contro la malagiustizia.

Forza Marco!

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