LA GRANDE BELLEZZA DI SORRENTINO ORA PUO’ VINCERE ANCHE L’OSCAR

Ma quale è il significato ultimo de “la grande bellezza”? A rigor di logica la città di Roma. Con le sue virtù ma soprattutto con i suoi vizi. Un tormentone, e, quindi, un “cult movie”. Il successo del film “La grande bellezza” del regista Paolo Sorrentino si spiega così: affascina vedere le feste di una città in piena decadenza. E poi l’interpretazione da Oscar di Toni Servillo, che appare cucito per quel personaggio, rappresenta un ingrediente in più.

grande_bellezza_roma_servillo

“La grande bellezza” è anche la grande mondezza di una capitale i cui esponenti alto borghesi così come raffigurati nella festa iniziale ambientata sui tetti di Roma sembrano pervasi da un’angoscia esistenziale che li porta a spingersi oltre nei desideri e nei comportamenti. In mezzo a tutta questa pletora di arrivisti, rampanti, lenoni e prostitute vere o per caso, la figura dello “scettico blu” di quello che ha tutto visto e che non prova più emozioni per niente se non per “la grande bellezza”, cioè la stessa città di Roma, si distingue per la propria aura melanconica. Un poeta che si circonda di un mondo di depravati per caso.

Ecco perché, dopo la vittoria del Golden Globe, Sorrentino può tranquillamente puntare alla vittoria dell’Oscar. Aggiungendo il proprio nome a quelli, immortali, di Vittorio De Sica, Federico Fellini, Elio Petri, Giuseppe Tornatore, Gabriele Salvatores e Roberto Benigni.

Login

Welcome! Login in to your account

Remember meLost your password?

Lost Password