ITALIA24NEWS: TORTORA, SCOPELLITI, “LE SCUSE DI MARMO? SIA DIGNITOSO E SI DIMETTA”

“Le scuse di Diego Marmo sono assolutamente tardive e non riabilitanti. Ha calpestato il diritto con una toga addosso facendo perdere la fiducia degli italiani nella magistratura”: così Francesca Scopelliti commentando, a Italia-24news, le scuse che l’ex pm ha rivolto oggi alla famiglia di Enzo Tortora. Marmo, nell’85, pronunciò infatti una dura requisitoria contro l’ex volto noto di Portobello, arrivando a dire che “era stato eletto con i voti dalla camorra” e descrivendolo come “un mercante di morte”.

Ora, a 30 anni dall’arresto e 25 dalla morte, Marmo, dalle pagine de Il Garantista, ha ammesso per la prima volta il suo errore, un errore però che la Scopelliti, compagna di Tortora, non ha alcuna intenzione di perdonargli. Per l’ex senatrice, fra le protagoniste fra l’altro di “Enzo Tortora, una ferita italiana” di Ambrogio Crespi, è inaccettabile che l’ex pm, nonostante, il suo passato sia stata scelto come assessore alla legalità di Pompei. Da qui il suo invito al sindaco, Nando Uliano, di ritirargli le deleghe. Diego Marmo, dopo 30 anni, chiede scusa alla famiglia di Tortora… Le scuse di Diego Marmo sono assolutamente tardive e il male che ha fatto non è più sanabile. Credo inoltre che siano anche insufficienti perché oltre che alla famiglia doveva rivolgerle all’Italia intera per quello che ha fatto calpestando il diritto con una toga addosso. Queste scuse poi non sono riabilitative e se le ha pronunciate per legittimarsi come assessore alla Legalità si sbaglia di grosso perché le macchie di quegli errori restano, e restano ancor più se quegli errori sono stati commessi con la pretesa di farlo in nome del popolo italiano, dopo aver giurato su un codice. Nell’intervista a Il Garantista, Marmo sembra quasi giustificarsi puntando il dito contro Di Persia e Di Pietro. Innanzitutto lui definì, in un’intervista, l’istruttoria dei suo colleghi napoletani come divina, puntuale, perfetta, controllata nei minimi particolari, quindi oggi rinnega tutto quello che ha fatto un tempo. A questo punto mi viene un dubbio, o è disonesto oggi nel dire questo o era incapace prima perché non ha saputo leggere le carte processuali. E, ad ogni modo, la sua giustificazione ricorrendo a Di Persia e Di Pietro, conferma un disegno preciso: i magistrati di Napoli sapevano di perquisire un innocente, quella di Tortora è stata un’inchiesta a tavolino…

Quindi, lei crede che queste scuse non valgano nulla? No, per carità. Voglio sperare che queste scuse appaghino in parte la sua coscienza ma se volesse davvero fare un atto di dignità allora dovrebbe dimettersi da assessore alla Legalità perché è un titolo che non merita assolutamente, sarebbe solo un ennesimo premio a una carriera già premiata senza alcun titolo. Per cui, ripeto, se vuole fare una cosa giusta, si dimetta e si viva la sua pensione con la pace della sua coscienza.

Il deputato Pd Michele Anzaldi ha lanciato un appello a Uliano chiedendo la proiezione di “Enzo Tortora, una ferita italiana” di Ambrogio Crespi per far conoscere, soprattutto ai giovani, la vicenda umana e giudiziaria di questo grande esempio. Si sente di appoggiare tale appello? Assolutamente sì, credo sia una buona idea e a Uliano mi sento anche di chiedere il coraggio di ritirare questa delega accompagnando una domanda-considerazione: Sindaco Uliano, nominerebbe assessore ai Lavori pubblici un ingegnere che ha costruito un ponte che è crollato il giorno dopo l’inaugurazione? Diego Marmo ha fatto questo. Ha calpestato il diritto, ha fatto cadere la fiducia nella magistratura con un atteggiamento di protervia che nulla ha a che fare con la giustizia. Renderlo oggi rappresentante della legalità fa passare un messaggio terribile. Abbia il sindaco il coraggio di dire “ho sbagliato, ritiro la delega”. –

Fonte Italia-24News

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