ITALIA24NEWS: DUEGO MARMO, “LA LEGALITA’ VA PRATICATA NON PREDICATA”

“La legalità va praticata non predicata”. E’ deciso Diego Marmo nel rispondere alle nostre domande: questo è il principio che anima il lavoro dell’Osservatorio Permanente sulla legalità istituito a Pompei e che lui è chiamato a presiedere.

Nell’intervista a Italia-24News parla di legalità e di come trasmetterla diffondendo un messaggio concreto. Ed è proprio Marmo a ricordare di avere conosciuto Ambrogio Crespi il regista del docufilm “Enzo Tortora, una ferita italiana” a cui, coraggiosamente, riconosce il merito di aver dato voce in maniera completa a una vicenda che ha visto protagonista anche lui.

Marmo, che è stato il primo pm in Italia a chiedere scusa dalle colonne de “Il Garantista” (“un atto di coscienza” spiega lui stesso), aveva personalmente contattato sia il regista che il deputato dem Michele Anzaldi, dopo la polemica scoppiata in seguito alla nomina ad Assessore alla legalità ricevuta dal sindaco di Pompei Nando Iuliano. Anzaldi in quell’occasione aveva invitato tutti a guardare il lavoro di Crespi su Tortora, per lui molto più utile delle polemiche, e chiedeva di cogliere quell’occasione per tornare a parlare di una vicenda che ha ancora molto da insegnarci.

Oggi, “Enzo Tortora, una ferita italiana”, dopo aver girato l’Italia e l’Europa, inizierà un altro tour nelle scuole campane dal 27 ottobre al 5 novembre, per portare ancora una volta la storia di Tortora alla portata dei giovani e di quanti non hanno avuto modo di conoscere a fondo la sua vicenda.

Dottor Marmo, da tecnico, come commenta le parole del Papa sull’ergastolo?

Sull’ergastolo, non credo dovrebbe fare questa domanda a me. Andrebbe fatta ai familiari delle vittime. Andrebbe rivolta a loro e del loro parere si dovrebbe tenere conto, specie se è chiesto a più persone e non a un singolo. Quando io ho fatto richieste di ergastolo e la richiesta veniva accolta (ed è successo molte volte in 50 anni di questo mestiere) io mi sentivo male. Nonostante tutto. Bisogna essere molto cauti, non si deve tener conto solo dell’esigenza dell’indagato, ma anche di quella dei familiari, delle vittime dei reati.

Ma secondo lei, il fatto che la società civile parli così tanto di legalità, giustizia…

La fermo, perché sulla società civile ho delle idee molto personali. La legalità va praticata non predicata, quindi parlare è una cosa, ma poi ci dobbiamo mettere tutti quanti nella condizione di rispettare le leggi ed evitare certe degenerazioni che sono frutto di mancanza di rispetto delle regole anche da parte della società civile.

E’ questo poi lo spirito che c’è dietro l’Osservatorio sulla Legalità istituito dal sindaco di Pompei e che la vede alla guida.

Sì, l’Osservatorio si insedia proprio oggi. Ho accettato questo incarico a titolo gratuito, ci tengo a sottolinearlo, e la mia intenzione è quella di trasmettere proprio questo messaggio: che la giustizia va praticata e non predicata. Porterò come esempio Scampia che frequento assieme all’ex procuratore di Napoli, Lepore. Qui c’è una parte buona che è veramente esempio di civiltà e legalità praticata a costo di enormi sacrifici. E mi riferisco soprattutto alla palestra Maddaloni, che ospita anche carcerati in semi libertà che aiutano e assistono ottenendo una piccola ricompensa. Questo è l’esempio di legalità a cui io faccio riferimento.

So che lei aveva seguito anche la vicenda del docufilm su Tortora, e promosso dal deputato Anzaldi…

Le posso dire che per quel che riguarda il docufilm “Enzo Tortora, una ferita italiana” ho avuto una conoscenza telefonica e un ottimo rapporto con Ambrogio Crespi, il regista.

Ecco, secondo lei, uno strumento come questo può essere utile nei termini di cui parlava prima, per dare un esempio concreto?

Certo, è tutto buono purché fatto in buona fede. Bisogna sentire più campane, documentare e poi alla fine ci dovrebbe essere un comitato, o una serie di saggi, che, sgombrando la mente da ogni condizionamento, traggono risultati e considerazioni. Il docufilm, che è completo, è qualcosa di nuovo, una sintesi di vari pensieri e varie impostazioni.

Torniamo insomma al principio di cui mi parlava prima e dello spirito dell’Osservatorio.

Esatto, e voglio sottolineare che si tratta di un’attività completamente svincolata dalla politica. E’ il mio biglietto da visita: non ho velleità politiche. Ma credo nel progetto e nella legalità.
Fonte Italia24News

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