IN MEMORIA DEL GENERALE CARLO ALBERTO DALLA CHIESA, COSTRUIAMO UN FUTURO SENZA MAFIE

La lotta alla mafia, quella vera, non si fa nei salotti o nei talk show televisivi, ma sul territorio. E non può che partire da un lavoro culturale permanente, capace di restituire speranza e orgoglio ai popoli martoriati dalla criminalità organizzata. Sono particolarmente fiero, dunque, di essere stato scelto, insieme a importanti personalità delle istituzioni e della cultura, per far parte del comitato scientifico del Premio Carlo Alberto Dalla Chiesa, organizzato dall’associazione “InNova Terra” e intitolato alla memoria dell’eroico generale dei Carabinieri ucciso dalla mafia nel settembre del 1982.

Questa associazione, nata grazie all’intuizione e allo sforzo di alcuni giovani professionisti calabresi (Giuseppe Guerrasio, Paolo Mirabelli, Alessandro Rizzello, Giovanni Russo, Rocco Sicoli e Alba Vespasiano), lavora per uno sviluppo integrato del territorio senza perdere di vista il valore centrale della narrazione, soprattutto in un momento in cui l’informazione e la fiction tendono a concentrarsi sulle tragedie e sugli orrori causati dalla malavita piuttosto che sull’impegno di chi cerca di cambiare le cose. Non si tratta, naturalmente, di nascondere la cronaca, ma di dare una visibilità e un ruolo anche a chi, quotidianamente, si oppone alla mafia.

Domani, presso la Sala del Tricolore della prefettura di Catanzaro, saranno premiate opere di cinema, teatro e creatività letteraria, valutate non solo in base al loro valore artistico intrinseco, ma giudicando il loro “impatto antimafia”. Il coraggio, la passione civile, ma anche la positività e l’umanità della figura di Carlo Alberto Dalla Chiesa saranno la bussola con cui si orienterà la giuria per premiare i lavori migliori tra quelli selezionati dal comitato scientifico.

Ma questo recupero di una memoria troppo spesso ignorata non può fermarsi alla, seppure straordinaria, iniziativa di “InNova Terra”. È per questo motivo che ho intenzione di chiedere all’associazione, oltre che a Simona Dalla Chiesa (presidente della giuria) e alla sua famiglia, di cominciare a lavorare – insieme – alla realizzazione di un docufilm dedicato alla vita del Generale Dalla Chiesa.

Come abbiamo già fatto con il Capitano Ultimo, simbolo di una legalità che non si piega ai capricci dei potenti di turno, la nostra intenzione non è soltanto quella di rendere omaggio alla figura di un eroico servitore dello Stato, ma di far conoscere la sua storia anche alle nuove generazioni. Come scriveva il grande Indro Montanelli, “un popolo che ignora il proprio passato non saprà mai nulla del proprio presente”. E non potrà mai costruire il proprio futuro.

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