IL TEMPO: “MALATERRA”, VIAGGIO NELLA TERRA DEI FUOCHI

Di Dina D’Isa per Il Tempo – Annunciato il programma del 61° Taormina Film Fest (prodotto e organizzato da Tiziana Rocca dal 13 al 20 giugno) che vede protagonisti i grandi nomi del cinema nazionale e internazionale. Madrina dell’evento sarà Asia Argento, mentre il premio alla carriera sarà consegnato a Giovanna Ralli. Oltre al cast tutto italiano di «Torno indietro e cambio vita» dei Vanzina, con Raoul Bova, Ricky Memphis, Giulia Michelini, Max Tortora e Paola Minaccioni, sono attesi anche Rosario Dawson e Richard Gere. Il divo è attualmente impegnato nelle riprese del nuovo film del regista israeliano Joseph Cedar, «The Oppenheimer Strategies», thriller drammatico sulle vicende di un piccolo operatore, la cui vita cambia radicalmente quando un suo amico politico diventa leader mondiale. Tra i tanti film scelti verrà proiettato alla kermesse siciliana (il 15 giugno), nell’ambito degli eventi speciali, «Malaterra», diretto da Ambrogio Crespi con Sergio Rubino, viaggio nella “Terra dei Fuochi” con la guida di Gigi D’Alessio, autore della canzone «Malaterra» e delle musiche del film.

ambrogio crespi il tempo con gigi d alessio e sergio rubino malaterra«Pensavo a questo progetto da molto tempo e ora finalmente sono riuscito a realizzarlo – ha da tempo annunciato D’Alessio – Il problema della Terra dei Fuochi non riguarda solo la Campania ma è una realtà che interessa tutto il nostro Paese. E non solo. Canterò per la prima volta dal vivo “Malaterra”, il mio nuovo inedito, il 6 settembre alla Reggia di Caserta. L’ho registrato a Londra, agli Abbey Road Studio, con la London Symphony Orchestra, e lo eseguirò con la mia band: sarà un concerto a ingresso gratuito fuori dal Palazzo Reale di Caserta per sensibilizzare tutti sul tema della Terra dei Fuochi».

Ma come è nata l’idea di realizzare questo documentario su un progetto tanto scottante?

«L’idea è scaturita durante lo scorso concerto di Capodanno di Gigi D’Alessio su Canale 5 – ha raccontato il regista Sergio Rubino, autore tra l’altro di numerosi programmi televisivi, tra i quali quello di D’Alessio e quelli di Bonolis – Quella sera, dal palco, Gigi ha parlato della Terra dei Fuochi, ha avuto il coraggio di dire che esiste questo grave problema e, finalmente, in Campania hanno deciso di non girare la testa dall’altra parte. Ora si conoscono quasi tutti i territori marci da mettere a riposo per sempre e quelli, invece, che rappresentano la parte sana. In quelli marci non si possono coltivare prodotti alimentari. Mentre siamo andati a verificare i territori sani dove si coltivano prodotti di ottima qualità che vanno difesi nel resto del Paese e nel resto del mondo, perché non si pensi che in Campania è tutto marcio. Gigi in questo progetto ha deciso di metterci la faccia: il suo è stato il ritorno a casa di un personaggio legato profondamente al suo territorio e alla sua gente».

locandina MALATERRA DI AMBROGIO CRESPI SERGIO RUBINO E GIGI D ALESSIOPoi, nel progetto è entrato anche Ambrogio Crespi, che era già stato il regista di uno spot, andato in onda sulle reti nazionali, per “Campania sicura” con le musiche di Gigi D’Alessio. Ed è così che un gruppetto di amici uniti dallo stesso obiettivo, per 15-20 giorni, ha fatto una full immersion in quelle terre, mettendo la macchina da presa a servizio della sua missione e cercando con le immagini di cogliere l’attimo. «Abbiamo toccato le realtà di paesi come Villa Viterno, Giuliano, Caivano, Napoli, Caserta, Ercolano e di tanti altri luoghi – ha proseguito Rubino – Abbiamo incontrato medici, rappresentanti di istituzioni, persone comuni, mamme che hanno perso i loro bambini, Don Maurizio Patricello della parrocchia di Caivano, personaggio che ha denunciato da sempre queste cose. Mentre Gigi D’Alessio ha voluto personalmente fare le domande a persone comuni e a personaggi importanti, come il generale della Forestale Sergio Costa, che ci ha detto cose straordinarie. O come Sandro Ruotolo, giornalista napoletano, protagonista delle interviste di Gigi, il quale ha precisato come ciò che è accaduto in Campania accade anche altrove, persino a 20 km dalla Svizzera. Dalla Campania è partito l’allarme, ma poi il problema dell’inquinamento è di tutto il mondo».

Il senso di questo documentario è quello di «non far abbassare la guardia sul problema della Terra dei Fuochi – ha concluso Rubino – Occorre vigilare affinché la parte malata venga totalmente isolata e occorre proteggere la parte sana agli occhi del mondo, per evitare che il danno ricada sull’economia nazionale. L’istituto di zooprofilassi, di concerto con le altre istituzioni, sta facendo un ottimo lavoro: vigila e isola i terreni marci. I problemi più gravi da tenere sotto controllo sono due. L’interramento dei rifiuti tossici acquisiti negli anni dalle industrie del nord: in quei luoghi, l’acqua piovana potrebbe aggravare la situazione, inquinando le falde acquifere. L’altro problema è che vengono bruciati scarti delle industrie, come eternit, pellame di scarpe e borse, tutto smaltito in maniera dannosa. Mi piacerebbe che questo film girasse nelle scuole italiane, che Gigi andasse a parlare della questione ambientale, perché i nostri figli devono essere tutelati».

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