IL MESSAGGERO: BOVA E IL FALCO SULLE ALI DELL`ALTRUISMO

Era il 1998 quando Raoul Bova prestò il volto a Sergio De Caprio, passamontagna compreso. Tutta Italia conobbe, attraverso una fiction televisiva, il Capitano Ultimo, l’uomo che nel 1993, quand’era a capo del Crimor, mise le manette a Salvatore Riina. Una serie passata alla storia che torna oggi alla ribalta grazie a un docufilm, “II Capitano Ultimo – le ali del falco”, per la regia di Ambrogio Crespi.

Una storia nuova che promette di appassionare il grande pubblico. E ieri, in occasione della presentazione del dvd, i seguaci della serie, di Bova e della vita che si nasconde dietro quel servitore dello Stato – come De Caprio ama definirsi -, hanno riempito ogni angolo della grande libreria in via Appia Nuova. Ancora una volta sullo schermo c’è il fascinoso attore, nelle vesti non di attore ma di narratore e c’è anche De Caprio, attualmente vice comandante del Nucleo operativo ecologico di Roma, volto rigorosamente coperto.

La scena cambia, la macchina da presa inquadra la casa famiglia che proprio Capitano Ultimo insieme all’attore hanno realizzato nella tenuta della Mistica per aiutare ragazzi disagiati.

«Abbiamo creato questa struttura – spiega Bova – per dare agli “ultimi” una seconda chance».

Pubblico incantato, di fronte a un racconto che mischia arte e cinema e si fonde con la realtà. Ben 3mila le copie distribuite del dvd, i cui proventi andranno in beneficenza all’associazione volontari Capitano Ultimo Onlus di Padre Rovo. Il resto è fatto di applausi, di smartphone pronti a scattare foto, di autografi che si inseguono e rincorrono, mentre uno dei falchi di De Caprio, con cui i giovani della casa famiglia seguono progetti didattici, se ne sta buono tra la folla.

Fonte: Il Messaggero

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