IL DOCUFILM DI AMBROGIO CRESPI SU ENZO TORTORA ORA LO VOGLIONO DAPPERTUTTO IN ITALIA

Enzo Tortora

Di Giorgio De Neri – Escluso inspiegabilmente, e con lungo strascico di polemiche, dal Festival Internazionale del Film di Roma nella sezione documentaristica, il docufilm sulla tragica vicenda giudiziaria di Enzo Tortora (“Enzo Tortora, una ferita italiana”) diretto da Ambrogio Crespi è adesso richiestissimo da Università e istituzioni di tutta Italia. Tra dicembre e gennaio sono in programma ben cinque proiezioni, tre delle quali tra il 18 e il 19 dicembre, ad Agrigento in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico 2013-2014 dell’Università Telematica “Unicusano”.

Enzo Tortora

Più precisamente: mercoledì 18 dicembre ore 9.30 presso Auditorium “Scuola Gallo” di Agrigento, con la partecipazione degli istituti scolastici agrigentini; sempre mercoledì altra proiezione alle ore 17 presso la libreria “Il Papiro” di Favara, via Francesco Crispi; poi altra visione anche giovedì 19 dicembre ore 9.30 presso il palazzo Tomasi di Lampedusa di Palma di Montechiaro, con la presenza delle autorità e degli studenti delle scuole superiori, e, infine, giovedì 19 dicembre, ultima proiezione alle ore 17, presso la biblioteca comunale “Giuseppe Zagario” di Ravanusa.

Le altre due proiezioni diEnzo Tortora, una ferita italiana” di Ambrogio Crespi saranno in programma rispettivamente il 21 gennaio a Milano nella sala Alessi, messa a disposizione dal Comune di Milano, e, a Monza, sempre a cura del comune, in data e “location” che sono ancora da definire.

Anche alla blasonata Bocconi di Milano studenti e professori si sono dichiarati entusiasti di una programmata proiezione nella Aula magna, in una data ancora da confermare tra il 17 e il 22 febbraio prossimi.

Infine, è in fase avanzata di trattativa con una serie di esercenti di sale cinematografiche la definizione dell’uscita al cinema in tutta Italia.

Ambrogio Crespi docufilm Enzo Tortora

D’altronde checché ne pensasse Marco Müller, il direttore del Festival del cinema di Roma, la vicenda di Tortora raccontata da Ambrogio Crespi, nel Paese è per l’appunto “una ferita ancora aperta”, mai dimenticata da tutte le persone oneste che si sono identificate negli anni con la grave ingiustizia subita dal popolarissimo presentatore e autore televisivo.

In un paese che vive la dimensione schizofrenica di essere al contempo la patria di Cesare Beccaria ma anche quella di Antonio di Pietro, diventata negli ultimi anni una fabbrica seriale di errori giudiziari, circa 50 mila dal 1989 a oggi, con una media di 2 mila l’anno, cosa ci può essere di più attuale della vicenda di un uomo che ha avuto la vita rovinata da un errore giudiziario e che in seguito alle profonde lacerazioni subite trovò la morte un anno dopo l’ assoluzione definitiva?

Per consolarci potremmo comunque sottolineare che se dei pm che cercarono la gloria mediatica sulla sua pelle furono gli autori di questo disastro, insieme ai giudici di primo grado che supinamente gli credettero, altri magistrati, quelli di appello e di Cassazione, si mostrarono ben più “terzi” nell’assolverlo con formula piena. E ridando alla stessa magistratura la faccia e l’onore perduti. Peccato però che a distanza di 30 anni dall’arresto di Tortora e a venticinque dalla sua drammatica morte, le magagne della giustizia penale in Italia, e della sua appendice carceraria, siano nel frattempo persino peggiorate. Se possibile.

Fonte: Italia-24News

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