GIUSTIZIA, SE NE PARLA A DIAMANTE IN OCCASIONE DELLA PROIEZIONE DI “ENZO TORTORA, UNA FERITA ITALIANA” – VIDEO

Un’occasione per fare il punto sullo stato della Giustizia in Italia. Succede a Diamante, in Calabria, dove nella serata di lunedì, davanti a un folto pubblico è stato proiettato il docufilm di Ambrogio Crespi vincitore del SIFF 2014: “Enzo Tortora, una ferita italiana“.

La proiezione, organizzata nell’ambito dell’Estate con il PD, e fortemente voluta dal Segretario del Pd calabrese, Ernesto Magorno, ha richiamato sul lungomare di Diamante, in provincia di Cosenza, oltre al regista, il presidente del Gruppo PD in Commissione Giustizia alla Camera Walter Verini e il sottosegretario Cosimo Ferri.

A moderare il dibattito, durante il quale si è discusso dello stato della giustizia a 30 anni dal caso Tortora, Fabio Vincenzi, che ha avuto un gran da fare sia nel pre, che nel post proiezione, introducendo gli importanti contributi di tutti i presenti.

A partire da Walter Verini che ha voluto evidenziare alcuni punti fondamentali di riflessione che emergono proprio dalla visione del film. In primis la vergogna delle carceri: Tortora in questo è statao un esempio di detenuto e di imputato, ma a tanti anni dalla sua morte, ancora la condizione carceraria non è cambiata, semmai, se possibile, è peggiorata.

Il secondo grande tema è quello della custodia cautelare. Anche questo riguarda da vicino la vicenda Tortora. “Stiamo lavorando per misure alternative” ha precisato Verini, per “fare del carcere, per certi tipi di reati di non particolare allarme sociale, solo l’estrema ratio”, perché, aggiunge, “tenere in attesa di processo i detenuti, molti dei quali risultano innocenti è una barbarie”.

Infine, il terzo spunto di riflessione che emerge proprio dalla proiezione del film è quello relativo alla responsabilità civile dei giudici. Grazie un po’ anche a questo film, ha ricordato l’esponente Pd, si è smossa la posizione di Marmo che ha chiesto scusa.

Insomma, quello di Ambrogio Crespi è un “film potente, un vero pugno nello stomaco”. E’ lo stesso regista a spiegare la genesi di questo percorso: avendo imparato a conoscere la figura di Tortora in un momento difficile della sua cita, Crespi ha ammesso di ammirare la dignità e il coraggio di quest’uomo che è diventato un vero e proprio emblema della malagiustizia in Italia.

Subito dopo la proiezione è stata la volta anche del sottosegretario Ferri, che ha potuto a sua volta esprimere la sua impressione e la sua riflessione: “Provengo dalla magistratura e quindi mi ha colpito particolarmente questa vicenda che certamente conoscevo, ma non così nel dettaglio. Mi ha fortemente impressionato l’impatto mediatico di tutta la vicenda, pensando proprio anche al ruolo dei giudici che erano chiamati a decidere”. I temi sono molti, ma la politica sta dando delle risposte ha spiegato Ferri, che ha sottolineato, tuttavia, come sia necessario cambiare la cultura e cambiare la società. Questa è la sfida e l’impegno di tutti.

Fonte: Tazebaonews

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