GIORNALE DI SICILIA: UN NUOVO ALBUM E UN NUOVO TOUR MONDIALE PER GIGI D’ALESSIO CHE TORNA A CANTARE IN NAPOLETANO

«Io sono al servizio delle canzoni napoletane – ha raccontato il cantautore partenopeo – che voglio portare nel mondo per raccontare anche le cose positive della mia terra». Il nuovo lavoro da studio firmato D’Alessio s’intitola ‘Malaterra’ e arriverà nei negozi questo venerdì con una scaletta di 14 tracce composta da molti titoli classici della canzone napoletana riarrangiati per l’occasione dallo stesso D’Alessio e da Adriano Pennino, oltre a cinque brani inediti, tra i quali anche ‘Malaterra’ (i cui proventi per i prossimi sette anni saranno devoluti alla causa di Campania SiCura).

Per reinterpretare a suo modo i brani della storia musicale napoletana, Gigi D’Alessio a voluto al suo fianco personaggi come Gianni Morandi, che duetta sulle note di ‘Na sera ‘e maggio’, ma anche il rapper Briga per ‘Guaglione’, i Dear Jack per ‘A città e Pulcinella’ e Bianca Atzei per ‘Torna a Surriento’.

«La musica non ha frontiere – dice il cantante a proposito delle collaborazioni – ed è come una donna nuda che si può vestire come vuole come per essere, rock, classica o altro». Le canzoni del nuovo album, ma anche quelle più popolari dell’artista, saranno le protagoniste di un nuovo tour mondiale con il quale D’Alessio toccherà prima l’Europa (a partire da Lugano, Marsiglia e Londra), per poi fare rotta verso Mosca, Tokyo, Shanghai e gli Stati Uniti, passando anche da Dubai e dagli Stati Uniti.

«Mi emozionerò per la mia prima volta a Mosca – dice la voce delle nuove ‘O core e na femmina’ e ‘Si nun tenesse a te’ – e mi piacerebbe chiudere il tour allo stadio San Paolo. Sogno da sempre anche San Siro, ma lo farò solo quando sarò sicuro di poterlo riempire come si deve e con lo spettacolo adatto».

Nei giorni scorsi il nome del cantante napoletano è finito in cronaca a proposito della vicenda che ha portato all’arresto di tre poliziotti da parte della Dda di Napoli. Tra le accuse, anche quella di aver scortato D’Alessio con un’auto di servizio usata abusivamente. «Per l’indagine sono stato sentito in veste di testimone – ha dichiarato D’Alessio che già nei giorni scorsi sui suoi social aveva dichiarato di non avere niente a che vedere con i personaggi coinvolti nell’inchiesta – e l’unica cosa che posso dire è che ho da sempre rispetto per chi indossa una divisa. Purtroppo capita ovunque che ci possano essere delle mele marce. Di sicuro nessuno dei coinvolti faceva parte del mio staff».

‘Malaterra’ è poi anche il titolo del docufilm che D’Alessio ha firmato e che dopo essere stato presentato in anteprima al Taormina Film Fest sarà trasmesso dopodomani su Rete4, in seconda serata. Il documentario racconta la Campania avvelenata dalla camorra e le vicende di quella passata alle cronache come Terra dei Fuochi. «Ho fatto il mestiere di giornalista – ha detto D’Alessio – e mi è capitato di intervistare anche mamme che mi hanno raccontato dei loro bambini che dal latte materno sono passati direttamente alla chemioterapia. L’idea è nata durante il concerto di Capodanno a Napoli, quando abbiamo deciso di fare un viaggio filmato in quella parte di Campania per raccontare che non esiste solo la Camorra e il crimine organizzato, ma anche una larghissima parte della popolazione che vuole combattere quell’orrore».

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