“ENZO TORTORA, UNA FERITA ITALIANA”: GRAZIE AD AMBROGIO CRESPI E A GRUPPO DATAMEDIA PARLARNE NON E’ PIU’ TABU’

Di Maria Paola de Stefano – Conobbi Ambrogio Crespi poco più di un anno fa, o meglio, fu Twitter a farmi conoscere la sua assurda vicenda giudiziaria. Ambrogio era innocente, lo si deduceva facilmente dagli stessi atti processuali pubblicati sul blog, ma la determinazione del fratello, Luigi Crespi, e della moglie Helene Pacitto, nel gridarla quella innocenza, mi colpì molto e mi fece appassionare alla sua storia. Marco Pannella e Rita Bernardini la definirono un nuovo caso Tortora, ed effettivamente le analogie erano tante.

Enzo Tortora si dimette da europarlamentare, facendosi arrestare, per combattere da comune cittadino la sua battaglia giudiziaria. Ambrogio rifiuta una candidatura alle politiche perché vuole difendersi da cittadino, vuole che gli venga restituita la libertà dagli stessi che gliel’hanno tolta.

Entrambi non combattono solo per se stessi, ma per tutti coloro che vivono una situazione analoga alla loro e magari non hanno le loro stesse possibilità di comunicazione.

Come Tortora, Ambrogio conserva la fiducia nelle istituzioni e combatte con una forza e una dignità che lasciano sbigottiti tutti.

Torna a casa.

Voglio incontrare questo straordinario guerriero che, anche in questo caso come Tortora, divide il suo cuore con una donna eccezionale. 17 giugno; Napoli; Piazza del Plebiscito: se me lo avessero raccontato, io stessa avrei stentato a crederci, eppure, sotto il palco dal quale i Radicali inaugurano la campagna referendaria ci sono proprio io. Ho appuntamento con Ambrogio ed Helene.

Al microfono una meravigliosa Francesca Scopelliti parla della giustizia italiana, dei trent’anni dall’arresto di Enzo Tortora trascorsi senza significativi cambiamenti, dell’oblio calato sulla vicenda. Più tardi, di fronte a una pizza fumante, Ambrogio mi rivelerà: “sto preparando un docufilm su Enzo Tortora, lo voglio fare, sento di doverlo fare”.

Il progetto lo entusiasma e così pian piano comincia a sottoporci stralci di interviste, ci racconta delle persone straordinarie che incontra durante i lavori per il documentario.

Forse questo è anche un po’ il suo modo per elaborare l’incubo che ha vissuto. Di sicuro nel docufilm c’è la sua anima, la sua sofferenza, ma anche il suo coraggio e la sua voglia di lottare. Ambrogio ci mette tutto se stesso e “Enzo Tortora, una ferita italiana” comincia a prendere corpo.

Una ferita italiana è un po’ anche la ferita ancora aperta che la vicenda di Ambrogio ha lasciato nei cuori di tutti noi. Il nostro amico ci lavora giorno e notte, tantissime notti, come sanno bene i ragazzi, anche essi straordinari, che con lui hanno lavorato alla realizzazione del film e come sa bene Helene che era a casa con Luca ad aspettarlo.

Quando il film è pronto lo visioniamo con alcuni amici nell’ufficio di Ambrogio: un’emozione indescrivibile. Trattenere le lacrime è impossibile!

Poi l’esclusione dal festival del cinema di Roma… ma ciò che viene fatto con il cuore si fa strada da sé. E così “una ferita italiana”, il film di Ambrogio Crespi su Enzo Tortora, diventa un tormentone. Tutti ne parlano, i giornali, le Tv, imperversa sui social network… Parlamentari di tutti gli schieramenti firmano un appello perché venga trasmesso alla Camera. Così per ironia della sorte, nello stesso giorno in cui un anno fa Luigi cominciava lo sciopero della fame, ci ritroviamo tutti insieme, provenienti da ogni parte d’Italia, alla Camera dei Deputati per vedere “una ferita italiana”. Al termine tutti in piedi per un lungo, lunghissimo applauso che fa vibrare i cuori. Quando si riaccendono le luci si scoprono tanti occhi lucidi, perfino quelli di quel vecchio leone di Marco Pannella. Anche questa sembra la scena di un film.

Enzo Tortora dall’altrove dove è adesso, sicuramente chiedendosi “Allora,dove eravamo rimasti?”, sa che ora la sua battaglia per una giustizia giusta ha fatto un passo avanti. Più tardi Mara Carfagna (Pdl) e Sandro Gozi (Pd) annunceranno in Tv a Matrix su Canale 5 la loro collaborazione per promuovere in aula la discussione sulla riforma della giustizia.

Ieri sera “una ferita italiana” è stato proiettato, riscuotendo grande successo, all’Ara Pacis. Grazie ad Ambrogio, parlare di Tortora e di ciò che la sua vicenda testimonia non è più un tabù. Questa sera si è aggiunto un altro tassello di un percorso lungo e impervio che Ambrogio ha coraggiosamente deciso di intraprendere e noi di seguirlo.

A volte ci sono vicende personali che s’intrecciano con la grande narrazione della Storia. Ci sono storie di uomini che contribuiscono a determinare la Storia, a imprimere un corso nuovo agli eventi. La tua vicenda, Ambrogio, è una di queste, perché tu hai avuto la capacità di trarne la forza per combattere una grande battaglia. Perché nulla accade per caso.

Grazie di cuore a te, a Luigi, a Helene, al meraviglioso team del Gruppo Datamedia, a tutti gli splendidi amici, perché rappresentate una certezza importante. Ora so che al mondo ci sono tante ingiustizie, ma non le temo perché so anche che ci sono persone pronte a combatterle lanciando i cuori oltre gli ostacoli.

Fonte: Clandestinoweb

Login

Welcome! Login in to your account

Remember meLost your password?

Lost Password