DATA24NEWS: “ENZO TORTORA, UNA FERITA ITALIANA” A VERONA

“Enzo Tortora, una ferita italiana” approda a Verona. Sarà proiettato domani sera alle 21:00 presso la Corte Molon, sul Lungadige Attiraglio, in una serata evento organizzata del consigliere comunale Giorgio Pasetto. Nel corso del dibattito che seguirà, alla presenza del regista Ambrogio Crespi e del sindaco Flavio Tosi, si potrà entrare nel merito del racconto della vita esemplare di Tortora, ricordandone le tristi vicissitudini giudiziarie.

Un’occasione, spiega Pasetto intervistato da Data24News, per parlare anche dei recenti sviluppi in fatto di giustizia e per rispondere all’annosa domanda: “quanto è cambiato da allora?”.

Consigliere, come è nata l’idea di questa proiezione? Come mai avete deciso di portarlo anche a Verona? Un amico di Milano, Gianni Rubagotti, mi aveva parlato dell’opera di Ambrogio Crespi e io, incuriosito dalla possibilità di vedere personalmente questo documentario, ho pensato che anche in considerazione della legge recentemente approvata e relativa alla responsabilità civile dei magistrati, poteva essere interessante partire da questo lavoro per organizzare una serata dibattito e parlare di cosa è cambiato da allora. Di com’è la situazione della giustizia in Italia in questo momento, dunque, cercando di avere un’ottica equidistante sia dalla magistratura che dall’avvocatura. Cercare di fare una fotografia reale.

Alla proiezione sarà presente anche il sindaco di Verona, Flavio Tosi, nonostante il momento per lui politicamente delicato. Come ha accolto questa iniziativa? Sono consigliere comunale a Verona, sono nella lista del sindaco, una civica e devo dire che quando gli ho proposto questa iniziativa ha accettato subito, senza batter ciglio, sottolineando che si tratta di un tema importante. Mi auguro che la platea che assisterà risponda in maniera positiva a questo sforzo, perché, oggi come oggi, cercare di rendere consapevoli le persone delle scelte che poi andranno a fare è estremamente difficile ed è più facile essere populisti, e lasciarsi andare a grandi frasi e promesse senza possibilità di applicazione.

Ecco, come realtà locale, comunale, come si risponde ai cittadini rispetto a questi temi che mi accennava e di cui si parla molto nel dibattito nazionale? È molto difficile arrivare alla massa, quando si parla di temi così complessi. Noi cerchiamo nel nostro piccolo di rendere tutti consapevoli di quella che può essere, ad esempio, la situazione della Giustizia in Italia, anche alla luce delle novità normative: questo è un aspetto importante e per questo avremo anche due avvocati che cercheranno di spiegarci e di aiutarci a comprendere, perché poi si entra nel tecnico.

La figura di Tortora è diventata una bandiera bipartisan. La sua storia rimane esemplare e drammatica nostro malgrado… Purtroppo con Tortora si è arrivati a una situazione veramente paradossale. Mi piacerebbe che in un paese normale non si arrivasse a commettere simili errori, quindi la speranza è che il caso Tortora abbia contribuito nella magistratura a una presa di coscienza maggiore rispetto a quello che può essere il tema del carcere preventivo, ad esempio; anche se devo dire che ahimè, ancora tutt’oggi è usato in modo a volte eccessivo. Ora c’è una fame di giustizialismo, ma io sono un garantista, oltre che radicale…

La forma documentario, in particolare in questa versione fortemente emozionale, può essere lo strumento per avvicinare le persone a vicende emblematiche e dai seri risvolti come quella di Tortora? Sì, io credo che questo sia uno strumento comunicativo interessante per cercare di rendere i contenuti più facilmente fruibili e anche in modo meno noioso, di fronte alla mole documentale a disposizione. Un film documentario credo che possa essere un facilitatore, quindi ben venga. Siamo nel mondo della comunicazione e dobbiamo comunicare in un modo adatto ai tempi.

Fonte: Data24News

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