ENZO TORTORA: NO A POLEMICHE, FU GRASSO A PORTARE IL DOCUFILM ALLE CAMERE

Quando, nel 2013 il festival del cinema di Roma ha escluso dal concorso il docufilm che raccontava la storia di Enzo Tortora, quando la Rai lo censurava proprio nel trentennale della sua morte, è stato proprio il presidente del Senato Grasso, con la Presidente Boldrini ad accogliere la richiesta di Michele Anzaldi per portare “Enzo Tortora, una ferita italiana” davanti alle Camere unite per una visione che ha segnato la nostra memoria.

Oltre 500 parlamentari hanno così reso omaggio a Tortora e alla sua compagna che fu l’unica a prendere la parola.
Un momento solenne che ha caratterizzato questa legislatura che è quella che negli ultima vent’anni ha mostrato più attenzione e cura ai problemi atavici della nostra giustizia.

Ecco perché sollevare polemiche selvagge, denunciando una presunta rimozione culturale di Enzo Tortora è un torto innanzitutto al leader radicale.

Se non siamo in grado di dare il giusto peso ai passi in avanti e mettiamo in scena il teatrino dolente degli esclusi non andremo lontano.

Il 12 Novembre 2013, le istituzione impedirono che si perpetrasse un ennesimo torto a Tortora.

Ricordo la soddisfazione di Rita Bernardini e la commozione di Marco Pannella e il suo abbraccio. Ricordo che tutti eravamo molto dispiaciuti dell’assenza di Emma Bonino, ma non si capisce perché oggi, Grasso e le istituzioni dovrebbero favorire una rimozione di Tortora e del suo messaggio.

Sono tre anni che giro l’Italia nelle piazze, nelle carceri, tra la gente, e ho visto nascere una nuova consapevolezza grazie al pensiero di Marco Pannella consegnato al futuro e alla forza che Enzo Tortora ha saputo dare con il suo esempio.

Credo, che questo esempio abbia bisogno di rispetto e delicatezza e non debba piegarsi a nessuna speculazione anche la più legittima.

Cosa sarebbe accaduto se il Senato avesse concesso la sua ribalta prima della tornata elettorale alla quale la curatrice del bel libro di lettere di Tortora partecipava?

Ecco, sono sicuro che se la richiesta verrà rinnovata dopo il voto il Senato non farà mancare il suo appoggio come ha fatto in altre occasioni.

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