ENZO TORTORA, MARCO CAPPATO SUL DOCUFILM DI AMBROGIO CRESPI: SIA PROIETTATO AL PARLAMENTO UE

Marco Cappato

Il consigliere regionale di Milano, Marco Cappato, ha rilasciato un’intervista a Italia-24news sul docufilm “Enzo Tortora, una ferita italiana“, che sarà proiettato il 4 febbraio presso la Sala Alessi di Palazzo Marino.

Riporto di seguito il testo dell’intervista:

Dopo il successo del docufilm di “Enzo Tortora, una ferita italiana” di Ambrogio Crespi ottenuto alla Camera dei deputati e all’Ara Pacis di Roma, il documentario è stato proiettato anche in alcuni licei siciliani e ora arriva a Milano. Il 4 febbraio, infatti, sarà proiettato nella sala Alessi del Comune. Una proiezione, questa, voluta fortemente da lei. Perché è importante far conoscere il caso di malagiustizia che ha coinvolto Tortora?

Milano è la città di Enzo Tortora. Una delle associazioni radicali è proprio intitolata a Enzo Tortora e la cosa importante è quella di di considerare oggi la memoria di Tortora non come oggetto inerte da utilizzare come un ricordo di una battaglia del passato ma come memoria vivissima e attualissima che parla al presente e al futuro. Da militante radicale ho il dovere di combattere la condizione di illegalità della giustizia e dello stato italiani e avverto l’urgenza di interrompere questa situazione attraverso una proposta di amnistia.

Enzo tortora, una ferita italiana
Enzo Tortora, una ferita italiana

Malgrado la lotta radicale, con la Marcia di Natale e la visita nel giorno di Capodanno alle carceri romane di Rebibbia e di regina Coeli, c’è ancora molto da lavorare. Sembra che nonostante i reiterati appelli del capo dello Stato, il governo resti inerme.

Proposte vere e alternative non stanno emergendo, nonostante la sollecitazione precisa da parte del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e dal messaggio delle Camere accolto dal ministro Cancellieri in questa direzione. Personalmente ho interpellato tutti i capi gruppo del consiglio comunale sull’idea di proiettare in una sala comunale il docufilm su Tortora, occasione di riflessione sull’attualità politica. Giuseppe Rossodivita e Marco Pannella sono stati promotori di una diffida al mondo della giustizia a procedere a nuove incarcerazioni in prigioni nella quale è accertata la violazione dei diritti umani fondamentali. Lo Stato non può andare contro le proprie stesse leggi e deve essere sanzionato quando lo fa. Il potere non può mai essere al di sopra della legge. È questa l’attualità profetica del caso Tortora.

Quale è il suo ricordo di questa terribile vicenda di malagiustizia?

A volte, in alcune trasmissioni cinematografiche e giornalistiche, tipo “Enzo Tortora vittima della malagiustizia”, passa solo l’idea legata alla malagiustizia. Ma questo amputa la storia di Tortora di una parte fondamentale: il Tortora vincente. Quello che, insieme al partito radicale ha trionfato con oltre l’80% dei voti nella battaglia referendaria vinta grazie al suo comportamento non violento. Tortora si è dimesso da parlamentare per affrontare pienamente il processo in carcere. Certo, nonostante la vittoria referendaria, i partiti, il Parlamento e poi la Corte Costituzionale hanno distrutto le riforme popolari che Tortora e i radicali avevano conquistato, con una legge sulla responsabilità civile che è servita ad affossare ogni responsabilità civile dei magistrati. Mentre i casi di malagiustizia sono infiniti, la straordinarietà e la singolarità del caso Tortora non è quella di essere stato un caso di malagiustizia ma di essere divenuto un caso politico e una battaglia politica vincente.

Lei è stato tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni e ha portato avanti diverse battaglie per il riconoscimento di una morte dignitosa. In Belgio è stata approvata la proposta di legge che estende l’eutanasia anche ai minori, lei è d’accordo con questa proposta di legge e come vede i tempi sull’attuazione dell’eutanasia anche all’interno del nostro Paese?

Con Luca Coscioni per la battaglia al diritto della libertà di ricerca scientifica abbiamo coniato lo slogan: “dal corpo dei malati al cuore della politica”. Con Tortora si potrebbe dire: “dal corpo della vittima della malagiustizia al cuore della politica”. Tortora questo lo ha realizzato. Noi abbiamo raccolto le firme su una proposta di iniziativa popolare per eutanasia legale che aspetta da mesi in Parlamento di essere discussa. Se ottenessimo un dibattito davanti all’opinione pubblica e in televisione su qualsiasi tema delle libertà civili, come la droga, e il dibattito fosse collegato a delle scadenze parlamentari, potremmo vincere anche la battaglia sulla legalizzazione dell’eutanasia, come sulla legalizzazione delle droghe come sulla legalizzazione delle unioni. È importante il diritto dei cittadini a conoscere e a deliberare su tutti questi temi. I sondaggi confermano che oltre il 60% degli italiani sono favorevoli alla regolamentazione dell’eutanasia. C’è dunque il problema di portare nel palazzo un dibattito e un sostegno alla proposta che al di fuori di esso già esiste. Il Belgio ha preso questa decisione dopo circa 12 anni, con la larga maggioranza degli schieramenti politici, sulla base dell’esperienza accumulata di persone che non erano ancora maggiorenni, quindi assolutamente e pienamente consapevoli del proprio dolore. Il Parlamento italiano gira la testa dall’altra parte e fa finta che l’elemento di sofferenza non esista.

Lei è stato un deputato europeo radicale. Chiederebbe o appoggerebbe la proiezione di “Enzo Tortora, una ferita italiana” di Ambrogio Crespi al Parlamento europeo?

Buona idea! Si può iniziare a mandare il documentario a chi ha conosciuto Tortora come collega proprio al Parlamento europeo.

Fonte Italia-24news

Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password