ENZO TORTORA, GIUSEPPE ROSSODIVITA: A MILANO IL 4 FEBBRAIO PER IL DOCUFILM DI AMBROGIO CRESPI

Il prossimo 4 febbraio il docufilm “Enzo Tortora, una ferita italiana” sarà proiettato a Milano a Palazzo Marino. In quell’occasione sarà presente – oltre al Presidente del Consiglio Comunale di Milano, Basilio Rizzo, e al Consigliere comunale Matteo Forte – anche l’avvocato radicale Giuseppe Rossodivita che è stato intervistato da Italia-24News. Ecco cosa ha detto.

Nuova proiezione aperta al pubblico per “Enzo Tortora, una ferita italiana”, il documentario realizzato da Ambrogio Crespi dedicato a colui che è diventato il simbolo della malagiustizia in Italia e che il regista ha voluto ricordare a trent’anni dal suo arresto.

Il prossimo 4 febbraio, alle ore 18:00 presso la sala Alessi di Palazzo Marino a Milano – assieme al Presidente del Consiglio Comunale di Milano, Basilio Rizzo, al registra Ambrogio Crespi e all’avvocato radicale Giuseppe Rossodivita – saranno presentati il docufilm e la figura di Enzo Tortora. Il dibattito sarà presieduto dal Consigliere comunale Matteo Forte.

Italia-24News ha intervistato proprio l’avvocato Giuseppe Rossodivita che con Tortora condivide la militanza nel Partito Radicale, un momento importante dell’impegno politico del conduttore di Portobello, purtroppo troppo spesso dimenticato.

Il prossimo 4 febbraio il docufilm “Enzo Tortora, una ferita italiana” verrà proiettato a Milano. In quell’occasione lei avrà il ruolo di “presentatore”.

Avrò il piacere di presentare un docufilm che mancava dal panorama delle produzioni italiane e che ho avuto modo di vedere durante la proiezione all’Ara Pacis a Roma. E’ una riedizione molto preziosa – visto che la memoria nel nostro paese è sempre troppo corta – di tutto quel che è accaduto in un preciso momento storico, e rispetto a una vicenda che poi è diventata il simbolo della malagiustizia in Italia. E, purtroppo, a distanza di tanto tempo, non si sono ancora trovati i giusti rimedi.

Il conduttore tv Enzo Tortora

Quanto è importante ricordare il ruolo che Tortora ebbe all’interno del Partito Radicale? Spesso nelle biografie questo aspetto viene tralasciato.

Molto spesso nelle biografie o negli altri film che sono stati fatti su Enzo Tortora, l’impegno politico con i Radicali viene censurato, perché è stato un impegno politico scomodo e perché Tortora ha voluto fare del suo caso privato – come accade spesso con i Radicali – un caso pubblico. Ma lo ha fatto, si badi bene, per sollevare un problema (e trovarvi una soluzione) che era condiviso da moltissime altre persone.

La scelta del documentario che fa parlare il protagonista, permette anche a chi non ha vissuto quegli anni di toccare con mano proprio lo spessore morale di Enzo Tortora…

Parlo non da tecnico, ovviamente, ma ho trovato che il film vada a toccare molto il lato emozionale dello spettatore, sia di quello che ha un ricordo di Tortora, sia di quello che magari non conosce assolutamente nulla della vicenda. Purtroppo dobbiamo anche iniziare a fare i conti con questo: oramai sono passati trent’anni e sfido chiunque ad andare in giro e chiedere a un ventenne se sa qualcosa di questa storia… Quindi andare a toccare le corde emotive dello spettatore è un ottimo modo per far rimanere impressa una vicenda che,se raccontata con linguaggio legale o burocratico, rischia di non essere percepita in maniera corretta. E’ giusto lasciare che parli, invece, il protagonista (il suo volto, le sue parole, la sua sofferenza), perché trasferisce sullo spettatore quello che egli stesso stava vivendo.

Parlando proprio delle nuove generazioni, dobbiamo ricordare che il docufilm è stato proiettato già a una platea di studenti siciliani. Che esempio può essere Tortora per i più giovani?

Sicuramente Tortora è un modello atipico di italiano. E per questo positivo. Non solo per la sua capacità di linguaggio, ma soprattutto per l’esempio della sua vita. Avrebbe potuto reagire in tante maniere alla situazione che stava vivendo, essendo un personaggio pubblico importante. Avrebbe potuto difendersi in tanti modi; ha scelto di farlo nel modo più costoso a livello umano, personale, individuale. Ha scelto di impersonificare una battaglia per migliorare le cose, ma non solo per sé. Per questo Tortora è antitetico rispetto a Berlusconi.

Quale sarà il ricordo che lei porterà di Tortora in occasione della presentazione di Milano?

Certamente quello di un personaggio che merita a tutt’oggi di essere ricordato, proprio come ha fatto Ambrogio in questo docufilm. Sono contento che ci sia stata la sensibilità da parte del Comune di Milano di organizzare un simile appuntamento e spero che si vada avanti sempre con un occhio rivolto ai giovani. Mi impegnerei per far sì che questo docufilm fosse proiettato in tutte le scuole, quantomeno in quelle superiori o al primo anno della facoltà di giurisprudenza. Si tratta di mettere al centro i problemi sollevati da Enzo Tortora attraverso il suo processo e la sua vicenda personale.

 SCARICA IL PROGRAMMA DELLA PROIEZIONE A MILANO – 4 FEBBRAIO

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