DATA24NEWS: DOMENICA CACCIATORE, PRESIDE DI SAN LUCA, “DOCUFILM TORTORA UN OTTIMO INSEGNAMENTO”

Se si potesse darle un altro nome sicuramente sarebbe quello di “Preside Coraggio”. Si tratta di Domenica Cacciatore, dirigente scolastico della scuola di San Luca in Calabria. Una realtà difficile la sua, dove ogni giorno occorre fare i conti con il degrado, la criminalità organizzata e il comportamento dei ragazzi che grida aiuto.

In tre anni questa Preside è stata capace di far rinascere la scuola di San Luca. “Sicuramente non è stato facile, è stato drammatico. Io non mi capacitavo di quello che vedevo nel comportamento dei ragazzi che avevano una sofferenza e urlavano tramite il loro modo di comportarsi una richiesta di aiuto”. Così racconta la sua storia Domenica Cacciatore alla redazione di Data24News.

Dirigente Scolastico della scuola di San Luca, cosa rappresenta questo ruolo per lei?

Uno dei motti che io ho portato avanti è stato: “San Luca: la scuola per la Ri-Nascita”. La scuola in questo territorio è il baluardo dello Stato insieme alla caserma dei Carabinieri. In questi due anni e tre mesi di mia dirigenza ho visto come la scuola può fare davvero moltissimo. Al mio arrivo ho trovato una scuola in totale “sofferenza” sia come strutture degradate e sia sul piano comportamentale degli alunni, anch’esso sofferto. San Luca è un comune in cui le opportunità di socializzazione, fino a qualche periodo fa, erano praticamente nulle. Ora, su mia richiesta, è stato aperto dalla Commissione Straordinaria del Comune un centro di aggregazione per i ragazzi che sta funzionando anche abbastanza bene.

Ci racconta come ha trasformato la scuola, quali le iniziative?

Sicuramente non è stato facile, ma è stato drammatico. Io non mi capacitavo di quello che vedevo nel comportamento dei ragazzi che avevano una sofferenza e urlavano tramite proprio il loro modo di comportarsi una richiesta di aiuto. Con educatrici, psicologhe e l’intervento di esperti e con le attività che la scuola mette a loro disposizione (ndr la scuola è aperta anche durante il mese di luglio), stiamo cercando di educare i ragazzi al buono e al bello, con una vera e propria overdose di bellezza. Ragazzini che fin da piccoli ingoiano il seme della bellezza da grandi non potranno scegliere l’orrore.

Come lei stessa insegna ad non aver paura, come affronta ogni giorno l’impegno contro la mafia?

Ovviamente in Calabria la ‘ndrangheta c’è, esiste non possiamo fare spallucce e rassegnarci. Io la ’‘ndrangheta non l’ho incontrata con la coppola e la pistola ma nel degrado, nell’abbandono, nella mancanza di servizi e di strutture. Questo è quello che io ho combattuto, ma per riuscire a portare a termine le mie richieste devo imbattermi in tutta una serie di permessi, richieste di aiuto, di azioni straordinarie, mentre basterebbero azioni ordinarie compiute giornalmente. Ma è possibile tutto questo? Quando una persona si siede su una poltrona, svolgendo un incarico dal più umile al più eccelso facesse l’ordinario quotidianamente, ma quante cose migliorerebbero! Questo territorio ha bisogno anche di una crescita socio economica, lavoro e di crescere a livello culturale tramite la scuola con la formazione di una nuova generazione.

Cosa vi siete detti in udienza privata con Papa Francesco?

E’ stata un’esperienza straordinaria. Intanto devo fare una premessa: in questa vicenda di rinascita sono stata aiutata da tantissime istituzioni positive e molto anche dai media che hanno acceso i riflettori su questo percorso smuovendo le coscienze. In un’altra intervista rilasciata alla domanda di una giornalista se avevo un sogno ancora da realizzare le risposi quello di portare il Papa a San Luca. La giornalista in questione, Laura Gialli del TG2, portò la storia in Vaticano e da lì Papa Francesco è venuto a conoscenza della nostra storia e ha voluto incontrarci. Nell’udienza privata sono andata con i professori e dodici alunni. Il Papa è andato incontro ai bambini con le braccia aperte, si è comportato come un nonno affettuoso con loro e ci ha chiesto di pregare per lui. Questo ricordo per loro resterà indelebile nella memoria.

Come commenta l’iniziativa di InNovaTerra alla quale ha partecipato?

Già il nome dell’iniziativa dice tutto. InNovaTerra parte appunto da un’intenzione che è quella di rinnovare il territorio. L’associazione è anche un modo per seminare semi di bellezza e momenti di riflessioni utili che vanno poi sviluppati. La parte buona e positiva della Calabria credo sia di gran lunga superiore a quella negativa, il problema resta quello di coalizzarci per affrontare il male della Calabria.

Perché ha chiesto che il docufilm di Ambrogio Crespi, “Enzo Tortora, una ferita italiana” venga proiettato nella sua scuola a San Luca?

Vedendo i miei alunni in questi anni di percorso di rinascita ho dovuto anche spiegargli che occorre molta fiducia nelle istituzioni e nelle leggi così come nella magistratura. Sicuramente vicende come quelle raccontate dal film di Ambrogio Crespi insegnano che ci può essere anche una magistratura malata, che il suo dovere non lo fa e che può rovinare anche la vita degli esseri umani. Ma ‘in nome del popolo italiano’, come diceva Carlo Alberto Dalla Chiesa, non bisogna arrendersi di fronte a pezzi malati di giustizia ma sperare che da questi casi negativi i giudici stessi colgano l’occasione per riflettere al meglio. Occorre dire che esiste anche quella parte di magistratura che invece è sana, e che opera al meglio per la giustizia.

Quali le altre iniziative che ha in cantiere sempre rivolte al piano dell’istruzione?

Stiamo per ultimare un progetto finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei ministri e dal Miur. Ha finanziato a San Luca una somma molto importante pari a 100 mila euro per lo sport e la legalità. Sono cinque le scuole italiane che hanno ricevuto questo finanziamento: Scampia, San Luca, Tor Bella Monaca, Milano Linate e Zen di Palermo. Noi stiamo costruendo delle strutture sportive con una parte di finanziamento. Una somma è stata spesa per svolgere delle attività, come portare i ragazzi in piscina e un’altra verrà spesa per altri progetti sportivi. Abbiamo lanciato un altro progetto che si chiama “AdottiAMO la scuola di San Luca” che chiede donazioni di oggetti che non vengono usati (banchi, sedie, armadi, computer…). Servono per arredare la scuola e i laboratori. Presto partiranno poi i progetti di ceramica, teatro e il giornalino della scuola.

Il suo motto potrebbe essere anche questo: “Ricostruiamo la legalità partendo dai ragazzi”…

Il mio personale è Re-Esistere per Ri-Nascere partendo proprio dall’istruzione verso la bellezza. Io qui ho investito molto in energie e mi sono posta fin da subito in maniera chiara e trasparente con la popolazione. Alle persone dicevo che stavano sbagliando e se volevano per i loro figli un futuro diverso dal passato, avrebbero dovuto rompere proprio con questo. Dobbiamo collaborare tutti insieme perché questi ragazzi abbiamo il meglio.

Fonte Data24news

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