CINEMA, ADNKRONOS: AMBROGIO CRESPI PREMIATO A POZZUOLI PER FILM SU ENZO TORTORA

A quasi un anno dal suo debutto alla Camera dei Deputati, “Enzo Tortora, una ferita italiana” continua ad ottenere importanti riconoscimenti. Nell’ambito della kermesse, “E’ moda… Pozzuoli”, sabato sera riceverò infatti un premio per il docufilm e per il suo messaggio contro la malagiustizia.

Riporto di seguito un’agenzia Adnkronos.

A Pozzuoli stasera non si parlerà solo di moda ma anche di cinema. Al regista Ambrogio Crespi, all’interno della kermesse “E’ moda… Pozzuoli”, verrà consegnato il Premio d’eccellenza per il docufilm “Enzo Tortora, una ferita italiana”, prodotto dal Gruppo Datamedia, che ha già ricevuto diversi riconoscimenti in campo nazionale ed internazionale.

 “Questo film nasce dalla volontà di mantenere accesa una luce su un caso di grave ingiustizia, forse uno dei più eclatanti della storia italiana – dice Crespi – Tortora è stato un martire. La sua storia può essere simile alla storia di molti che, sia nel passato che nel presente hanno subìto gli effetti di una giustizia ingiusta. Sono onorato di ricevere questo premio – continua Crespi – perché significa che Tortora e la sua vicenda giudiziaria fanno ancora discutere e pensare. Con questo film ho voluto raccontare come la vita di una famiglia e di una persona possano essere distrutte in pochi minuti e come, al di là di una riabilitazione pubblica e sociale, l’ombra del sospetto e dell’infamia subita non si cancelleranno mai”.

L’evento di stasera, dedicato al sociale, vedrà la partecipazione di sette stilisti di fama nazionale che faranno sfilare, sulla passerella allestita per l’occasione a Piazza del Mare, oltre a modelle professioniste anche alcune detenute del carcere di Pozzuoli. Al termine della serata la premiazione. Oltre a Crespi saranno premiati Francesco Paolantoni, Patrizia Rispo, Adele Pandolfi, Annamaria Colao, lo stilista Ferdinand, Francesco Casagrande, Marcello Lala, Vincenzo Figliolia, Pasquale Sommese, Carlo Palmieri, Felice Romano, Patrizio Oliva e Giuseppe Renda. 
 

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