CINECITTA’NEWS: DOC SU TORTORA IN UNDA SU RETI MEDIASET

Il docufilm Tortora una ferita Italiana di Ambrogio Crespi, rifiutato dal Festival di Roma, sarà proiettato stasera in anteprima italiana alla Camera dei Deputati e prossimamente, come annunciato dal sindaco Ignazio Marino, all’Ara Pacis. Ma soprattutto fa notizia il forte interesse di Mediaset per il film che denuncia un caso eclatante di malagiustizia. “Non è un film berlusconiano, non contiene riferimenti a politici di ieri né di oggi”, spiega Ambrogio Crespi, provando a sgombrare il campo dai sospetti di possibili strumentalizzazioni a pochi giorni dal voto del Senato sulla decadenza del Cavaliere. A chi gli fa notare l’interesse di Mediaset, che dopo lo speciale di stasera di Matrix, con cinque stralci in anteprima, ha chiesto i diritti per la trasmissione integrale, replica: “Il documentario parla da solo. Il protagonista è Enzo Tortora, icona di malagiustizia”. Fatta eccezione per il teaser con le immagini di repertorio in cui Tortora definisce “intollerabile, indegno di un Paese civile” l’aver atteso “undici anni e mezzo prima di avere un giudizio”, il film l’hanno visto in pochi, ma è finito ugualmente al centro delle polemiche. “Il guaio è che in questo Paese parlare dei guasti della giustizia significa essere a favore o contro Berlusconi”, accusa Francesca Scopelliti, compagna di Tortora, che nel film ne legge le lettere dal carcere. “La vicenda di Enzo non è stata fatta propria neanche da Berlusconi: se l’avesse fatto vent’anni fa e se fosse stata promossa una sana riforma della giustizia, oggi noi saremmo più contenti e lui vivrebbe forse un momento migliore”. Piuttosto il film vuole essere “un pugno nello stomaco” della classe politica: “Si parla solo di crisi e parametri di Maastricht, ma i parametri che mancano all’Italia sono quelli della civiltà giuridica. E la cosa che mi ha fatto dispiacere – sottolinea Scopelliti, ex senatrice di Forza Italia – è che dopo il messaggio di Napolitano sulle carceri nessun parlamentare abbia detto: riformiamo il codice penale”. In un Paese in cui, “a fronte di 45mila posti negli istituti di pena ci sono oltre 60mila detenuti, il 40% dei quali è in attesa di giudizio”, l’auspicio è che il docufilm diventi lo stimolo a varare “una legge Tortora: forse così anche Enzo troverà un po’ di pace lassù”. Scopelliti riserva una battuta sarcastica anche al direttore artistico del Festival di Roma, Marco Mueller: “Sostiene che il film non ha novità? Forse è fermo a Beautiful, in cui ci sono tanti colpi di scena”. Dopo la presentazione alla Camera, gli estratti a Matrix e il possibile approdo su una delle reti Mediaset, Enzo Tortora, una ferita italiana potrebbe avere una distribuzione in home video: “Ma non abbiamo scopi di lucro – precisa Emanuele Floridi, presidente del gruppo Datamedia che ha prodotto il film -: cercheremo di rientrare dalle spese, il resto andrà alla fondazione Scopelliti. La Rai? Ci ha chiesto il pagamento dei diritti per alcune immagini delle Teche”. Mediaset, intanto, dedicherà al caso Tortora anche il tema centrale di Dentro la notizia, in onda domani in seconda serata su Retequattro.

Fonte CinecittàNews

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