CARCERI, LA GEOGRAFIA DEI PENITENZIARI ITALIANI: TUTTI I NUMERI DEL SOVRAFFOLLAMENTO

Di Helene Pacitto – Ci sono voluti 43 giorni di sciopero della fame di Rita Bernardini e di Satyagraha radicale, ma, alla fine, il Ministro Andrea Orlando ha fornito sul sito giustizia.it i dati sulle capienze effettive e sul numero dei detenuti presenti nelle carceri italiane.

Nella sezione “Schede penitenziari”, finalmente, una mappa dettagliata e precisa di tutto quello che è l’universo carcerario del nostro paese. Numeri che, nonostante l’ottimismo del guardasigilli dopo lo svuota carceri, parlano ancora di sovraffollamento. Numeri, dietro i quali si celano vite e sofferenze.

Rita Bernardini durante l'ultimo sciopero della fame

Come giustamente la Segretaria di Radicali Italiani ha osservato nell’apprendere la notizia (e interrompendo di conseguenza il suo sciopero della fame) mancano ancora tanti parametri che sono fondamentali per comprendere realmente se le condizioni di detenzione rispettano quelle indicazioni essenziali che ci sono imposte dalla Convenzione europea dei diritti dell’Uomo (che, per inciso, il nostro paese è stato dichiarato più volte colpevole di violare).

Qualche passo avanti, però, c’è stato e la popolazione carceraria è diminuita di qualche migliaia di unità.

Un buon risultato, ma non si può negare che in Italia siamo ancora molto molto lontani da una condizione di normalità: su 199 istituti penitenziari censiti dal DAP a fronte di 49.987 posti regolamentari, quelli effettivamente disponibili sono 45.784.

Ma quanti sono i detenuti in Italia? Ecco il tasto dolente: nelle nostre carceri, al 31 luglio 2014, erano presenti in tutto 54.668 detenuti. Si parla di 8.884 posti in meno rispetto a quelli che effettivamente servirebbero, un tasso di sovraffollamento del 119,4% (e si osservi come, anche recuperando in toto la disponibilità carceraria, ci troveremmo in ogni caso in una condizione di difetto).

Attenzione, però, perché, come osserva sempre Rita Bernardini, dietro a queste percentuali si celano condizioni che spesso sono ben peggiori della media statistica che le rappresenta (e di certo non può essere una consolazione sapere che ci sono strutture e Regioni in cui i posti avanzano). Ci sono ben 89 istituti nel nostro paese che superano la percentuale di sovraffollamento del 120%: in tutto 27.828 sono costretti a un tasso di sovraffollamento che sfiora il 150% (e che almeno nel caso del Molise, lo supera persino).

carceri sovraffollamento

Molise, Puglia, Friuli Venezia Giulia, Veneto e Abruzzo le prime cinque regioni che presentano un tasso di sovraffollamento se possibile ancora superiore alle altre. Mentre se si guarda alle singole strutture penitenziarie, il drammatico primato del sovraffollamento spetta alla Casa Circondariale di Busto Arsizio dove 331 detenuti sono stipati in appena 179 posti con un tasso di sovraffollamento che addirittura supera il 209%.

carceri sovraffollamento 2

Potremmo continuare ancora per molto a parlare di cifre e statistiche, ma la realtà dei fatti la fanno le nostre carceri, dalle quali si misura il grado di civiltà di ogni paese: bene, moltissime delle nostre strutture non sono neanche lontanamente adeguate. E continuano ad arrivare, giorno dopo giorno, racconti e le denunce di edifici fatiscenti, e di detenuti costretti in condizioni igienico sanitarie che definire scarse è un eufemismo, in cui vengono violati i diritti basilari delle persone ristrette. Basti guardare, solo per citare uno dei più recenti, il racconto della deputata Pd Enza Bruno Bossio e dal radicale Emilio Quintieri dopo l’ispezione al carcere di Rossano.

La battaglia per i diritti civili, insomma, è appena iniziata.

Tavole tratte dal sito Radicali.it

Fonte: Data24News

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