CAMPANIA24NEWS: GAFFE DEI COSENTINIANI: LAMENTANO LA MALAGIUSTIZIA, MA DISERTANO FILM DI AMBROGIO CRESPI SU ENZO TORTORA

Da quando ricordare il caso giudiziario di Enzo Tortora è diventato una forma di strumentalizzazione? A qualcuno il successo della proiezione napoletana del docufilm di Ambrogio Crespi, “Enzo Tortora, una ferita italiana”, deve essere andato stretto. Si tratta del gruppo dei cosentiniani che nei giorni scorsi avevano annunciato di non voler prendere parte all’evento organizzato da Armando Cesaro, indicando come sbagliato “l’approfittarsi dei casi di malagiustizia per farne finti cavalli di battaglia”. Un attacco fuori contesto – lanciato da un gruppo politico, Forza Campania, che si rivede nelle posizioni di Nicola Cosentino, che loro stessi indicano come vittima di malagiustizia – e che sembrerebbe essere stato frutto di un certo grado di confusione, dal momento che, se proprio vogliamo dirla tutta, il gruppo “Forza Campania” di fatto il documentario non lo ha certo visto. Avrebbe potuto farlo se avesse partecipato all’evento di Napoli e al dibattito che ne è seguito. Occasione persa. Ma quello che sembra aver dato più fastidio al gruppo, sarebbe la tempistica: secondo loro infatti l’evento cadrebbe “in maniera sospetta, all’indomani delle dichiarazioni rese dall’ex sottosegretario Nicola Cosentino nel corso della convention Forza Campania a Napoli, laddove l’ex parlamentare ha manifestato l’intenzione di volersi avvicinare ai Radicali”. La questione, già di per sé clamorosa, sarebbe stata come dire “scavalcata” dalla proiezione del film realizzato con la collaborazione anche dei Radicali, che racconta anche l’esperienza politica e radicale di Tortora e che lo fa grazie ai materiali messi a disposizione dall’archivio di Radio Radicale. Ed è questo sembrerebbe a dar maggiormente fastidio. Insomma, ora, tutti corrono a intestarsi le battaglie dei Radicali, ma forse è il caso di prendere un attimo le distanze e renderci conto che quella contro la malagiustizia è la battaglia di tutti e che forse sono queste ripicche che si traducono in una strumentalizzazione. Il film di Ambrogio Crespi è un documento a futura memoria, e un patrimonio di tutti, e non può che essere accolto in maniera bipartisan. Senza farsi prendere da inutili faziosità. Perché per citare le parole di Marco Pannella, uno che di battaglie per la giustizia se ne intende, “”Enzo Tortora, una ferita italiana” ha il pregio di comunicare le emozioni di quelle battaglie radicali contro la malagiustizia, che ci vedono impegnati ancora oggi, a chi all’epoca non era ancora neppure nato”.

Fonte Campania24News

Login

Welcome! Login in to your account

Remember meLost your password?

Lost Password