A La Fabbrica Dei Leader, Gaetano Saffioti parla de “La Mano Nera”

Roma, 2 dic. – (Adnkronos) – Ha denunciato la ‘Ndrangheta ed è ripartito da zero, tornando più forte di prima. Sotto scorta da 17 anni, Gaetano Saffioti, imprenditore coraggio e testimone di giustizia, parla della sua nuova vita, ospite del corso di formazione “La Fabbrica dei Leader”. “Voglio dimostrare che se si vuole si ha il potere di scegliere di stare dalla parte della legalità”, ha detto l’imprenditore a margine dell’evento. “Voglio essere un mezzo con cui veicolare questo messaggio: che non solo ci si deve liberare ma anche che si può fare. La vita dopo le denunce non solo continua ma migliora addirittura. Lo dimostro con i fatti e se l’ho fatto io – ha sottolineato Saffioti – lo può fare chiunque”.

Insieme al regista Ambrogio Crespi e ai giornalisti Sandro Ruotolo e Luca Telese, Saffioti sta lavorando a un film dal titolo ‘La Mano Nera’, incentrato sul tema della criminalità organizzata, prodotto da Index Production. “Sono contento che ci sia qualcuno che sta attento a queste tematiche. Il sistema criminale opprime lo sviluppo in questa terra. Contribuire alla divulgazione di tutto questo mi rende particolarmente felice”, ha spiegato. Saffioti ha scelto di non abbandonare la sua terra, la Calabria, regione a cui è rimasto particolarmente legato. “La Calabria è come un ragazzo intelligente ma svogliato.

Una terra bagnata da due mari con le montagne al centro può emergere e vivere solo di turismo. Io mi sforzo di far capire ai miei conterranei che questo sistema deve cambiare. Oggi non ci sono più alibi. E’ possibile farlo, basta rimboccarsi le maniche e non piangersi addosso. Incentivando la denuncia: magari destinando l’uno per cento dei lavori pubblici alle aziende che denunciano”, ha detto Saffioti sul palco de ‘La fabbrica dei leader’, intervistato da Luca Telese.

Saffioti oggi si considera un uomo libero. “La libertà – scandisce – non è ciò che fai ma come lo fai. Non è difficile superare questo muro, se l’ho fatto io tutti possono. O sei locomotiva o sei vagone. Molti preferiscono essere vagoni” ma “vivere col rimorso sarà una fatica più grande.

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