UN NUOVO PROGETTO NEL CARCERE DI OPERA, UN ASILO NIDO APERTO AI CITTADINI MILANESI

Agenpress – Milano potrebbe avere il suo prossimo asilo nido all’interno del carcere di Opera. Una struttura quasi pronta all’uso è presente nell’istituto ed è stata visionata ieri da Simonetta D’Amico, consigliera comunale PD a Milano insieme a Gianni Rubagotti, iscritto al Partito Radicale e l’avvocato Paola Ponte insieme al Direttore Giacinto Siciliano durante una visita all’istituto organizzata dal Partito Radicale.

Uno spazio che è stato inaugurato 4 anni fa che è un asilo nido dedicato ai dipendenti del carcere e che è stato però utilizzato solo in parte.ha dichiarato D’AmicoL’idea che secondo me è da portare avanti è quella di convenzionarlo col Comune di Milano e di poter aprire questo asilo nido anche ai cittadini milanesi.
E’ una struttura bellissima, bisogna visitarla per rendersene conto, e sarebbe una opportunità sia dal punto di vista delle famiglie, perché sarebbe un costo inferiore rispetto a un asilo nido in zona centrale, e per far vivere il carcere sotto un punto di vista diverso

Lo spazio inoltre è videosorvegliato, dando quindi massime garanzie ai genitori sul comportamento degli educatori presenti, e avrebbe costi molto ridotti per il comune.

La delegazione ha incontrato alcuni dei detenuti che hanno digiunato durante la Marcia per l’Amnistia dello scorso novembre informandoli sullo sciopero della fame di oramai 3 settimane di Rita Bernardini e Lucio Berté per chiedere lo stralcio di alcune norme della riforma della giustizia per garantirne l’approvazione in questa legislatura.

Lucio Berté digiuna inoltre per chiedere il rispetto di una mozione votata all’unanimità dal Consiglio Regionale lombardo che chiede che la ASL durante le visite nelle carceri controlli anche le cartelle cliniche dei detenuti.

La delegazione ha visitato alcuni dei detenuti anziani, alcuni dei quali ultraottantenni e con forti problemi fisici, un detenuto marocchino su sedia a rotelle in seguito a un ictus e che ha problemi di memoria.

Nell’ottica di rieducare i detenuti attraverso il lavoro sta per essere ampliato il panificio interno del carcere e nella ex-gelateria verrà aperto un pastificio che servirà altri istituti penitenziari. Grazie anche alla collaborazione con atenei milanesi alcuni detenuti seguono corsi universitari, in generale già dalla loro entrata nell’istituto si cerca di instradare i detenuti verso percorsi formativi.

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